La Commissione Sanità del Consiglio regionale lombardo in visita alla Clinica Mangiagalli di Milano

MILANO – “La Terapia Intensiva della Mangiagalli è una eccellenza della sanità lombarda a livello europeo, con best practice che possono essere di riferimento anche per le altre strutture analoghe della Lombardia”. Lo ha dichiarato il presidente della Commissione Sanità, Emanuele Monti, a margine della visita avvenuta oggi al centro di terapia intensiva neonatale della clinica di via della Commenda a Milano.

All’incontro, che aveva lo scopo di conoscere la situazione del nosocomio oltre che di acquisire proposte finalizzate al potenziamento della struttura, hanno preso parte anche il vice presidente del Consiglio regionale della Lombardia Carlo Borghetti, i consiglieri Simona Tironi, Gigliola Spelzini, Alessandra Cappellari e Riccardo Pase, Consolato Mammì, Franco Lucente, Antonella Forattini, Elisabetta Strada e Michele Usuelli.

Ad illustrare l’attività della TIN, lo stesso direttore, professor Fabio Mosca, presidente della Società Italiana di Neonatologia, che ha sottolineato la complessa e delicata attività svolta dalla struttura, dove vengono ricoverati circa 1.000 neonati all’anno, che opera in maniera multidisciplinare, ad alto livello tecnologico. Quattro gli ambiti sottolineati dal professore su cui si chiede il sostegno particolare della Regione: il Centro per l’ossigenazione extracorporea neonatale (Ecmo), unica realtà del genere in Lombardia; la Banca del Latte umano donato da 382 donne per complessivi 1.708 litri distribuiti a 450 bambini; il servizio di controlli periodici per i bambini nati prima del termine fino al 10° anno di vita; il necessario supporto psicologico durante la degenza e dopo la dimissione, per genitori di bambini pretermine ma anche per i parti gemellari.

“Un sentito grazie alla Commissione Sanità di Regione Lombardia – ha dichiarato il professor Mosca-  per aver visitato oggi la nostra Terapia Intensiva Neonatale: è stata l’occasione per mostrare loro le nostre competenze e gli aspetti di eccellenza che ci caratterizzano. Ed è stata anche l’occasione per sottolineare alla Commissione che deve stare vicina ai Centri di eccellenza, perché hanno anche bisogno di risorse eccellenti”.

All’incontro erano presenti anche con il presidente della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Marco Giachetti, e il direttore generale, Ezio Belleri, che hanno illustrato il masterplan del nuovo ospedale che verrà pronto nel 2023. La nuova struttura, un monoblocco eco sostenibile con giardino pensile terapeutico, vuole segnare il rilancio dell’area, non solo da un punto di vista sanitario, di polo universitario e della ricerca, ma anche polo culturale inserito nel cuore della città di Milano.

Il nuovo Policlinico sarà un’opera innovativa a livello internazionale – ha spiegato il presidente della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Marco Giachetti – con caratteristiche all’avanguardia e del tutto sostenibile da un punto di vista ambientale. In tal modo, auspichiamo che la Cà Granda torni ad essere la “casa grande” di tutti i milanesi, un punto di riferimento per stile di vita e cultura per i cittadini, oltre che per tutti i nostri pazienti”.

Un’operazione che mette insieme risorse pubbliche e private, come ha ricordato il vice presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Carlo Borghetti: “Nella scorsa legislatura – ha detto – il Consiglio regionale ha dato il via libera a un uso innovativo del grande patrimonio della Fondazione Cà Granda, rendendo così possibile investimenti  con il grande apporto della generosità della società civile milanese. E’ una sorta di patto pubblico-privato virtuoso che mette al primo posto la cura delle persone: un modello che spero venga seguito anche da altre realtà”.

All’incontro erano presenti anche Laura Chiappa, direttore sanitario, Silvano Bosari, direttore scientifico e Fabio Agrò, direttore amministrativo.

La Clinica Mangiagalli del Policlinico di Milano è la prima Clinica ostetrica d’Italia, ed è storicamente il punto di riferimento anche per i parti più difficili. Fondata nel 1906, fa nascere ogni anno una media di 5.500 bambini, pari a 15 nuovi nati ogni giorno. La Terapia Intensiva Neonatale (TIN) della Mangiagalli, diretta da Fabio Mosca, è la prima d’Italia per la qualità delle cure e il numero di culle disponibili, e tra le prime quattro d’Europa: un dato che rappresenta la migliore garanzia e tranquillità per la mamma e per il suo bimbo.

IL REPARTO

La TIN ha a disposizione 23 letti di terapia intensiva e 33 di terapia intermedia. Tutti i posti sono dotati di un sistema di informatizzazione che include la cartella medica e infermieristica, con registrazione in automatico di tutti i monitoraggi, per ottimizzare i tempi e azzerare gli errori umani. Inoltre, nel reparto vengono somministrate oltre 150mila terapie ogni anno: su questo fronte si utilizza l’intelligenza artificiale, impiegando un braccio robotico unico a livello italiano che prevede il calcolo della dose, la diluizione e il numero di somministrazioni del farmaco scelto dal medico per ciascun piccolo paziente.

Le grandi competenze disponibili nella TIN permettono anche di dare una risposta in qualunque situazione e di garantire un’elevatissima sicurezza: un esempio su tutti è il la possibilità di eseguire interventi di Chirurgia fetale unici in Italia e in Europa, come quelli per curare l’ernia diaframmatica e la spina bifida.

IL LATTE MATERNO PER IL BIMBO PREMATURO

La TIN sostiene inoltre l’allattamento al seno come primo mezzo di prevenzione di diverse patologie del neonato prematuro. Lo fa sia attraverso il corso di laurea in Infermieristica Pediatrica che si svolge al Policlinico di Milano, che ha ottenuto un apposito riconoscimento dell’Unicef; sia con la Banca del latte “Nutrici” attiva in Mangiagalli, che raccoglie il latte materno donato dalle neo-mamme di bambini nati a termine per destinarlo ai bimbi prematuri. Questo latte, in particolare, è rielaborato dalla Banca del latte per adattarlo alle esigenze nutrizionali di ogni singolo bimbo, un processo noto come ‘tailorizzazione’.

LE LINEE DI RICERCA PER I PREMATURI

La Neonatologia diretta da Fabio Mosca è quella che produce più contributi scientifici ogni anno a livello italiano. Le linee di ricerca più rilevanti riguardano:

– la tutela dello sviluppo neurologico del bambino prematuro, per migliorare la sua qualità della vita sia dal punto di vista motorio sia da quello cognitivo;

– la tutela delle funzioni respiratorie, con un gruppo di ricerca dedicato allo studio delle migliori tecniche per preservare i polmoni immaturi e ridurre il rischio di conseguenze a distanza sull’apparato respiratorio;

– lo studio dei problemi infettivi: i prematuri sono ad alto rischio per le patologie infettive a causa dell’immaturità delle loro difese, e un gruppo di ricerca dedicato si concentra sulle nuove strategie difensive e terapeutiche;

– gli aspetti nutrizionali, dove ci si focalizza sul ruolo dell’alimentazione nella difesa della salute a breve e a lungo termine e sulle attività e funzioni della banca del latte;

– il sistema cardiovascolare ed ematologia con studi dedicati alla coagulazione,  indispensabili perché proprio alla TIN della Mangiagalli ha sede l’unica macchina cuore-polmoni per il neonato.

Nella foto la Commissione al termine della visita

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