La campagna contro la violenza alle donne potrebbe incentivarla… purtroppo

Il mostro ha una sua potenza incisiva nell’immaginario di molti. È ora di dire la verità: i violenti sono dei poveretti che non trovano altro modo di “avere” una donna: sanno o pensano che non potrebbero mai essere desiderati

È in corso la campagna contro la violenza alle donne. A parte  l’utilità assai relativa, visto che chi stupra e pesta non credo sia sensibile alle campagne o ai cortei infiorati anche da giullari danzanti (che danzano?). Sarebbe bello che suddetta campagna fosse progettata con più senno, che si rivolgesse ai colpevoli e non agli innocenti.

I filmatini di bei faccini femminili imbrattati di rosso non scoraggiano, semmai istigano chi di imbrattarli ha voglia. E i cortei servono a poco, così come sono strutturati; forse servirebbero qualcosa davanti a Montecitorio, massicci, a chiedere cose concrete.

Succede che l’immagine dei violenti è, sì, del cattivo, ma ha in questo periodo di modelli negativi un suo rilievo. Appare più interessante imitarla e, per certi ceffi, certamente più facile  che non seguire i modelli “buoni” che richiedono delle doti.

Quello che non si dice, o si dice così poco che nessuno lo legge o vede, è che costoro sono stupidi, sono affetti da complessi infiniti di inferiorità rispetto alle donne; per questo escludono di poter loro piacere e vedono soltanto la possibilità di “possederle”, imprigionarle, deturpare ciò che non credono potrebbe essere loro offerto. Bisogna gridare ai quattro venti la stupidità, l’inferiorità, la reale impotenza di costoro.

In realtà, la complicità occulta di gran parte dei maschi italiani si può rilevare in tante manifestazioni, dall’uso delle donne in video, pubblicità, spot. Ai commenti stereotipati ancora in uso, sul fisico delle donne (chi dice quanto sono brutte alcune politiche, oltre che rilevare la bellezza di altre, non si sogna di rilevare la bruttezza di tanti politici. Certo negli uomini conta la testa o il muscolo …e lascio perdere la fiumana di considerazioni che da ciò potrebbero derivare.

Federica Mormando

psicoterapeuta e psichiatra

*

*

Su