“Io tifo positivo”, l’iniziativa di Regione Lombardia per formare i tifosi del domani

Il progetto che coinvolge scuole primarie e secondarie, insegnati e società sportive punta a diffondere tra i giovani il valore del rispetto dell’avversario e il sapere accettare la sconfitta

Torna di attualità, dopo i fatti di Inter Napoli, la questione dell’educazione dei tifosi italiani, non passa infatti una domenica di campionato senza polemiche per cori di offensivi verso i tifosi avversari o insulti razzisti nei confronti di calciatori.

Diffondere tra i giovani una cultura del rispetto contro ogni forma di violenza e discriminazione nello sport è l’obiettivo che Martina Cambiaghi, assessore allo Sport e ai Giovani di Regione Lombardia, vuole raggiungere con la campagna “Io tifo positivo”.

Il progetto coinvolge alunni delle scuole primarie e secondarie, insegnati e società sportive in un percorso formativo sui temi legati al rispetto di avversari e arbitri, per avvicinarsi a uno spirito decoubertiniano per cui l’importante è giocare e divertirsi, non vincere a tutti i costi.

Secondo l’assessore, le misure che in questi anni sono state adottate non hanno dato i risultati sperati, la violenza infatti persiste negli stadi di serie A come nei campetti parrocchiali. Puntare sulle giovani generazioni con un progetto per insegnare fin da bambini il rispetto degli avversari può prevenire pericolose derive di intolleranza. Le attività di “Io tifo positivo” hanno l’obiettivo di diffondere una diversa cultura del tifo, attraverso la promozione dei valori dello sport e dei principi ispiratori delle relazioni umane.

Raffaele Biglia

Nella foto Martina Cambiaghi

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