Insegnante disabile picchiata ad Alessandria, nessuna protesta: perché?

Purtroppo la violenza effettuata su un’insegnante disabile da due delinquenti, chiamati bulli per la cortesia che in Italia si deve ai malfattori, mostra, dimostra, conferma lo stile della cultura italiana. Vigliacchi. I delinquenti, che se la pigliano con una supplente, se fosse stata campionessa di boxe avrebbero lasciato stare. I responsabili della scuola, che per punizione usano l’ossimoro (sapranno che significa?) di una sospensione con obbligo di frequenza, e il servizio sociale di svuotare (non mangiare!) i cestini delle classi. Il che significa che quando svuotiamo quelli di casa siamo in umiliante punizione). Vigliacchi tutti quelli che, pronti a far cortei innocui, non ne fanno uno con unanime imponente manifestazione davanti alla scuola e ritiro degli studenti “buoni” finché saranno presenti i delinquenti. Complici tutti. Meno uno: quello che ha slegato la professoressa. Che schifo. (Per chi non l’avesse visto ben propagandato dai media, l’episodio è successo un mese fa, divulgato adesso, ad Alessandria.  Una  professoressa di scuola superiore è stata legata a una sedia con del nastro adesivo, presa a calci in classe da alcuni suoi allievi e infine liberata da un loro compagno.)

Federica Mormando

psicoterapeuta e psichiatra

Il seguito della professoressa legata dagli studenti è quasi peggio dell’inizio. Il film termina con l’assoluzione da parte della vittima che minimizza e scusa, e perdona. E con l’assoluzione da parte dei genitori che considerano il fatto  una ragazzata e la pulizia dei cestini un’umiliazione. Invece legare una professoressa non è umiliante, né per la legata né per i legatori. A questo punto, nulla più da dire. Mi ritiro in un angolo in compagnia del ragazzo normale che ha slegato la prof.. Perché eccetto lui, andrebbero radiati tutti: la vittima che non ha capito che difendere la propria dignità e esecrare la violenza vile fa parte del mestiere di insegnante. I genitori, che se un giorno i ragazzi legassero loro, gli darebbero un premio, suppongo.Quanto alla scuola, abbiamo già detto. Vorrei vivere in un paese civile, ma non è questo. ( F.M.)

 

1 Commento;

  1. Fabio Mercandetti said:

    A furia di cantare in coro “vietato vietare”, a furia di pretendere il 6 politco, a furia di destabilizzare ogni autorità e ogni disciplina, a furia di seguire le indicazioni di Don Milani e perseguire un livellamento verso il basso, nel nome del “bene comune” ecco dove si arriva. Ho fatto bene a non avere messo al mondo dei figli, per poi vederli camminare in un mondo così?

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