In Val Camonica il congresso mondiale sull’arte rupestre

MILANO -“Sulle orme dei giganti”. E’ la metafora che, secondo l’assessore all’Autonomia e Cultura di Regione Lombardia Stefano Bruno Galli, meglio rende il significato profondo del ’20th International Rock Art Conference IFRAO 2018′, il Congresso Mondiale dell’arte rupestre Ifrao, che si terrà a Darfo Boario Terme, in Valcamonica (Brescia), dal 29 agosto al 2 settembre 2018. “Il presente illumina il passato – ha chiosato Galli durante la conferenza stampa di presentazione, questa mattina, a Palazzo Pirelli -, che va quindi approfondito, studiato. Non e’ il passato che illumina il presente, ma l’esatto contrario: è sulle istanze del presente che siamo indotti a cercare risposte nel passato e a salire metaforicamente, appunto, sulle spalle dei giganti, per appoggiarci alla profondità del tempo storico che ci sostiene”.

Stefano Bruno Galli durante il suo intervento

Il congresso è organizzato dal Centro Camuno di Studi Preistorici e dalla Cooperativa Archeologica Le Orme dell’Uomo,  con il sostegno dell’Assessorato all’Autonomia e alla Cultura di Regione Lombardia, della Provincia di Brescia e degli Enti Locali.

“Regione Lombardia – ha proseguito l’assessore – non poteva non partecipare a questo grande evento internazionale, sostenuto da autorevoli Istituzioni, a partire dal Ministero per i Beni e le Attività culturali, che vedrà  gravitare migliaia di studiosi, in un confronto scientifico e storico che farà di Darfo, in quei giorni, la capitale internazionale degli studi paleolitici”.

La Valcamonica è stata scelta in quanto primo sito con arte rupestre a entrare nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco. “Impossibile non ricordare come il simbolo di Regione Lombardia, la ‘Rosa camuna’, derivi proprio da un’incisione camuna, che Bob Noorda ha graficamente sovrapposto all’Uomo vitruviano di Leonardo” ha spiegato ancora Galli.

Sempre in tema di Lombardia l’assessore ha poi evidenziato come le incisioni rupestri di Capo di Ponte (Brescia) siano uno degli 11 siti Unesco regionali, che fanno della Lombardia la prima regione italiana per siti Patrimonio dell’Umanità. “Per una buona parte di questi siti – ha pero’ precisato – si pone un problema giurisdizionale, perche’ sono gestiti dallo Stato, quindi i Comuni non hanno possibilità di intervento se non fino al perimetro del sito stesso. Ecco perché la valorizzazione dei beni archeologici fa parte delle materie per le quali chiediamo l’autonomia”.

La valorizzazione dei siti è di straordinaria importanza – ha concluso Galli – perché investire in cultura genera sviluppo, come anche recenti studi attestano. E’ anche con questa consapevolezza, cioè che la cultura s’impone come un fattore di sviluppo, che occorre guardare a questo importante congresso”.

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