In Italia tengono le imprese grazie alle grandi città

Sono 19 settori in Italia, salgono a 30 in Lombardia e 45 a Milano. Ai primi posti ci sono gli ambulanti nella bigiotteria, nel tessile, poi la vendita online, la preparazione di indirizzari e le spedizioni di propaganda, tappeti, internet point, vendita porta a porta, traduzioni, agenzie matrimoniali

MILANO – Imprese al traino delle grandi città. Sono diciannove i territori italiani che crescono o tengono in cinque anni per la creazione d’impresa, secondo i dati elaborati dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi che mettono a confronto il 2017 e il 2012. Sono: Roma, Napoli, Milano, tutte sopra il 5%, Reggio Calabria e Catanzaro, entrambe sopra il 3%. Crescite minori a: Caserta, Crotone, Pescara, Cosenza, Nuoro, Bolzano, Vibo Valentia, Avellino, Siracusa. Stabili: Taranto, Latina, Frosinone, Isernia, Ragusente sempre più vivace e importante della nostra economia. Come Camera di commercio – Formaper abbiamo fornito servizi mirati per aiutare gli aspiranti imprenditori di origine non italiana a definire e realizzare la propria idea di impresa”.

Per Romano Guerinoni, Direttore Generale della Fondazione Welfare Ambrosiano: “L’impresa rappresenta una via importante di integrazione. Ecco perché come Fondazione Welfare abbiamo realizzato servizi mirati proprio in questo ambito”.

In Italia tengono le imprese (+0,1% in un anno) grazie al traino delle grandi città. Senza le tre “big”, Milano, Roma e Napoli (+1-2%) andrebbe in negativo (-0,2%)

In Italia le imprese di nati all’estero crescono del 20,2% in cinque anni, ma non riescono a bilanciare le chiusure degli italiani, -3,7%, con un risultato comunque in calo del -1,7% per il comparto economico.

Va meglio la Lombardia: rispetto al dato nazionale, -0,7% le imprese in cinque anni, grazie alla crescita degli immigrati imprenditori: + 23,6% rispetto al calo dei titolari italiani di – 3,4%.

In Lombardia in cinque anni crescita a due cifre per l’imprenditoria immigrata, soprattutto a Milano (+38%), Monza (+29%), Sondrio (+23%), Lecco (+18%), Bergamo (+21%), Varese (+15%), Pavia (+13%). A Como e Lodi la crescita dei nati fuori è minore: + 2%, +5% e a Brescia e Mantova (+7% e + 8%).

In Italia in cinque anni crescita maggiore per l’imprenditoria immigrata a Napoli (+112%), Reggio Calabria, Milano e Roma (+40% circa), Latina, Crotone, Monza (circa + 30%), Venezia, Caserta e Genova (circa + 25%).

Prime per peso dei nati fuori Italia tra gli imprenditori: Prato, Firenze, Trieste, Imperia, Milano e Roma. Prato con 8.675 nati all’estero su  28.858 (30,10%), Firenze con 15.903 nati all’estero su  93.021 (17,10%), Trieste con  2.353 nati all’estero su  13.934 (16,90%), Imperia con  3.513 nati all’estero su  21.969 ( 16,00%), Milano con  47.348 nati all’estero su  299.881 (15,80%), Roma con 56.018 nati all’estero su  355.351 (15,80%), Reggio Emilia con  7.499 nati all’estero su  49.045 (15,30%), Genova  con 10.291 nati all’estero su 70.767 (14,50%), Pisa con 5.087 nati all’estero su  37.083 (13,70%), Gorizia con 1.216 nati all’estero su 9.010 (13,50%), Teramo con 4.041 nati all’estero su  30.754 (13,10%), Lodi con  1.835 nati all’estero su  14.593 (12,60%), Pistoia con  3.512 nati all’estero su  28.253 (12,40%), Catanzaro con 3.595 nati all’estero su  29.602 (12,10%), Torino con  23.337 nati all’estero su  194.752 (12,00%), Massa Carrara con 2.238 nati all’estero su  18.702 (12,00%), Rimini con  4.061 nati all’estero su  34.293 (11,80%), Bologna con  10.009 nati all’estero su  84.632 (11,80%).

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