In crescita l’export milanese, +1,2 miliardi rispetto al 2017

Nel capoluogo un incremento di 1,4 miliardi grazie all’esportazione di macchinari e moda. Oggi a Palazzo Turati alle 17 incontro per analizzare l’attrattività che Milano esercita nel mondo

Cresce l’interesse per le eccellenze di Milano e Lombardia nel mondo, secondo i dati della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, infatti nel primo semestre di quest’anno l’export ha fatto registrare un incremento di 1,2 miliardi di euro rispetto all’anno scorso.

Traina il capoluogo con 1,4 miliardi di euro in più e un export da quasi 22 miliardi (+7%) su un totale lombardo di 64 miliardi e italiano di 232 miliardi.

Il capoluogo esporta principalmente macchinari e moda, Monza prodotti in metallo e articoli farmaceutici e Lodi elettronica e prodotti chimici.

Le prime destinazioni sono Germania, Francia e Stati Uniti, ma anche Russia, Polonia, Giappone, Corea, Austria, Cina, Ungheria, Filippine Brasile e Messico dimostrano di guardare con interesse il nostro paese.

“Il 2018 si sta dimostrando un anno positivo per le aziende esportatrici -ha dichiarato Guido Bardelli, presidente della Consulta di Milano della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi- grazie anche alla collaborazione con le istituzioni, le associazioni locali e i partner esteri. L’interesse per prodotti e servizi made in Lombardy si rafforza verso i mercati consolidati come quello europeo e nord americano e si sviluppa anche nei mercati emergenti”.

Esportazioni, quindi, ma non solo, molte imprese estere investono in Italia e, in particolare modo, a Milano dove si concentrano il 32% delle aziende con azionista di riferimento estero per un giro di affari da 200 miliardi di euro e mezzo milione di addetti.

Alle 17 di oggi a Palazzo Turati a Milano (via Meravigli 9/b) si discuterà proprio del grande interesse che suscita la città meneghina per chi vuole investire con gli interventi del direttore del Corriere della Sera, Luciano Fontana, Fabrizio Curci, ad dea Fiera Milano SpA, Giampaolo Grossi, general manager della emergente Roastery Starbucks Italia e Fabio Vaccaro, country manager di Google Italia.

Raffaele Biglia

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