In attesa del 10 agosto, anche luglio dà spettacolo

Il tetto del mondo si illumina di stelle, fornendo un meraviglioso spettacolo e ricordando come anche nell'antichità il mese delle Olimpiadi greche fosse magico 

Il cielo estivo comincia a dar spettacolo. Costellato da sciami di meteore, il firmamento di questo luglio 2017 permette di osservare bene anche il pianeta nano Plutone, ben visibile con l’aiuto di un telescopio. E insieme, “danze” che nascono dalle congiunzioni fra la Luna e Giove e fra Giove e Saturno. E se ieri sera è stata raggiunta la massima distanza della Terra dal Sole, pari a 152.092.476 km, comincia già a metà mese lo spettacolo delle meteore. Si comincia con le beta Capricornidi, il cui picco è previsto il prossimo 12 luglio. Lente e brillanti, si tratta di meteore con una spettacolare esplosione finale. Favorevole all’osservazione, quest’anno sarà anche la corrente delle Aquilidi (tra il 17 e il 18 luglio), che sembra irradiarsi da un’area tra le costellazioni dello Scudo e dell’Aquila. Dalle costellazioni del Dragone, del Cigno e dell’Acquario, invece, sembreranno irradiarsi le omicron Draconidi, il 18 luglio, e le alfa Cignidi, tra il 20 e il 21, e le delta Aquaridi, alla fine del mese.

Ma questo luglio 2017 sarà anche l’unico mese dell’anno con ben 5 fasi lunari (primo quarto, Luna piena, ultimo quarto, Luna nuova, primo quarto), e il mese degli incontri tra i pianeti e il nostro satellite.

Perché il mese che festeggiava gli Apollinari nell’antica Roma, non si smentisce mai. Preludio della piena estate, si riempie di luci che fanno da contorno al grano maturo. E il 7 luglio, veniva festeggiata un tempo Iuno Capotina. La festa era legata a una leggenda a sfondo storico: dopo la vicenda gallica, Roma versava in uno stato di crisi. I popoli vicini chiesero quindi ai romani di consegnare le loro donne sotto pena di una guerra. Una schiava di nome Filotis, o Tutula, ebbe un’idea: le schiave si sostituirono alle matrone, fecero ubriacare i nemici e, durante la notte, fecero un segnale convenuto ai romani che entrarono nel campo nemico compiendo una strage. Da quell’avventura, ogni anno il 7 luglio matrone e schiave pranzavano insieme sotto le ombre di un fico selvatico, attendendo la notte e le sue stelle cadenti. E in questo giorno, si commemorava anche la Fortuna Muliebre (non citato nei calendari), a ricordo di tutti gli interventi femminili nelle varie situazioni d’emergenza corse nella storia di Roma. Il tempio della Fortuna muliebre s’ergeva al quarto miglio della via Latina, presso le Fosse Cluilie. In questo tempio si conservavano due simulacri: quello dello Stato e quello delle matrone, il primo rappresentato come una dea armata a difesa del territorio, il secondo in forma femminile. L’ingresso al santuario era riservato esclusivamente alle univire (donne sposate solo una volta) ed era una novella sposa a celebrare il rito e a consacrarlo poi di notte sotto le stelle brillanti.

 

Alessandra Pirri

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