Immigrazione e tutela ambientale, temi principali dell’Assemblea plenaria della Calre a Siviglia

SIVIGLIA – Il ruolo dei Parlamenti regionali e degli Enti locali nel Libro Bianco sul futuro dell’Europa, la piena affermazione del principio di sussidiarietà, la sfida dell’immigrazione, il federalismo finanziario, il potenziamento delle risorse per la tutela ambientale, la necessità di politiche europee più incisive a sostegno dell’occupazione e quella forte e ormai non più rinviabile spinta per un’Europa sempre più vicina ai bisogni della gente e alle necessità dei loro territori.

Sono stati i temi che al centro dei lavori dell’Assemblea plenaria della Calre, la Conferenza delle Assemblee legislative regionali d’Europa, che si è tenuta a Siviglia nella sede del Parlamento dell’Andalusia e che ha visto presenti i presidenti e le delegazioni dei 72 parlamenti regionali europei aderenti in rappresentanza di circa 200 milioni di abitanti: a rappresentare il Consiglio regionale della Lombardia il presidente Raffaele Cattaneo (che è anche vice presidente uscente della Calre) e il vice presidente Fabrizio Cecchetti.

Al centro, la neo eletta presidente Calre Ana Luis all’Assemblea di Siviglia

“L’appuntamento di Siviglia è stata una utile occasione per ribadire nuovamente la volontà comune dei parlamenti regionali di essere protagonisti nella costruzione di una nuova Europa multilivello -ha detto il presidente Raffaele Cattaneo incontrando i giornalisti a margine dei lavori-. Un’Europa dove tutti i livelli istituzionali possano partecipare attivamente e concretamente alle decisioni politiche, favorendo il recupero di fiducia da parte dei cittadini nei confronti delle istituzioni europee. Un percorso che può trovare felice realizzazione solo se fatto tutti insieme. Uniti nella diversità, la diversità è un valore e una forza, certo non un problema. Non è con la ricerca dell’uniformità che potremo dare risposte efficaci ai nostri cittadini, ma solo con la valorizzazione delle rispettive specificità”.

“Il ruolo della Calre sta diventando sempre più importante per far comprendere quanto sia strategico nell’Europa del futuro dare più spazio e centralità alle Regioni e ai suoi territori – ha ribadito il vice presidente Fabrizio Cecchetti-. I localismi non sono il male ma il sale stesso dell’Europa e proprio per questo l’Unione Europea li deve riconoscere e non tentare di soffocare. No all’omologazione: questa la strada da battere per ritrovare nel Vecchio Continente quello spirito di libertà, democrazia e partecipazione che nell’ultimo decennio è venuto meno per una visione burocratica dell’Unione che ha portato sfiducia e disaffezione tra i cittadini“.

L’Assemblea plenaria di Siviglia ha fatto seguito a quella dello scorso anno di Varese, e ha rappresentato un nuovo momento importante per rilanciare la democrazia dal basso e sottolineare ancora una volta i valori della rappresentanza, della sussidiarietà, della centralità della persona e della governance multilivello. Nel corso dei lavori il presidente della Calre Duran Sanchez e il vice presidente Cattaneo hanno rinnovato e sottoscritto un nuovo accordo di collaborazione con l’Unale, l’associazione che raggruppa i Parlamenti regionali brasiliani, rappresentata nell’occasione dal suo presidente Luciano Nunes.

Raffaele Cattaneo e  Juan Pablo Duran

All’appuntamento di Siviglia, durante il quale sono stati rinnovati i Gruppi di lavoro della Conferenza (Sussidiarietà, Coesione politica, E-democracy, Immigrazione, Pari Opportunità e Valutazione delle Politiche) e insediato il nuovo gruppo sulle “lingue minoritarie”, sono state approvate la proposta di Dichiarazione della Calre 2017 che ha preso nome di “Dichiarazione di Siviglia” e la Risoluzione sul Libro Bianco sul futuro dell’Europa.

Nei due documenti si sottolinea come principi cardine di un “nuovo e ravvivato regionalismo europeo” dovranno essere il valore della singola persona e della comunità, la sussidiarietà, la libertà e la democrazia rappresentativa. Principi indispensabili per “affrontare un processo di riavvicinamento dei cittadini e dei territori alle istituzioni europee più incisivo ed efficace”, finalizzato a recuperare “il valore originario del progetto politico di integrazione europea”.

In particolare la Dichiarazione di Siviglia evidenzia come l’Europa si trova oggi ad affrontare problemi e sfide complicate, dalla Brexit alla gestione dei flussi migratori con particolare attenzione al tema dei rifugiati e al pericolo costante del terrorismo che necessita di politiche europee di sicurezza maggiormente coordinate e condivise, tutti temi che attendono ancora soluzioni efficaci che possono essere ricercate solo “costituendo una governance europea che sia frutto di una reale sinergia e interazione tra il livello locale, nazionale ed europeo”.

La Dichiarazione ribadisce quindi con forza l’importanza della politica di coesione in Europa, condizione indispensabile per sostenere la crescita e lo sviluppo di tutti i Paesi europei, e pone l’attenzione in particolare sulla grande sfida rappresentata dalla crisi economica, con i rischi crescenti di povertà e di esclusione sociale generati da un tasso di disoccupazione sempre più alto. Da qui l’invito e l’auspicio che l’Europa si faccia carico in via prioritaria di sviluppare politiche mirate alla creazione di nuovi posti di lavoro e a sostenere i settori economici, in particolare nel campo dell’innovazione, garantendo e consolidando al tempo stesso le politiche sociali del “welfare state”.

La “Dichiarazione di Siviglia” sottolinea infine la necessità di elaborare una nuova strategia per la tutela e la salvaguardia dell’ambiente, alla luce dei cambiamenti climatici recenti e delle calamità naturali che stanno interessando con sempre maggiore frequenza il territorio europeo, con particolare riferimento ai terremoti e alle inondazioni. Da qui la sollecitazione all’Unione europea affinché preveda la possibilità di utilizzare i Fondi strutturali e di investimento per l’adeguamento sismico degli immobili e affinché integri e migliori la legislazione vigente con particolare attenzione al Fondo di solidarietà e alle norme comunitarie sulle esenzioni per le imprese colpite da calamità naturali.

Via libera infine dall’Assemblea plenaria della Calre anche a una risoluzione sulla “subsidiarity task force” europea che ha affrontato le conseguenze dei cambiamenti procedurali e dell’adeguamento dei regolamenti sulla sussidiarietà da parte dei parlamenti nazionali.

La sessione plenaria si è conclusa con l’elezione della presidente del Parlamento delle Azzorre Ana Luis alla presidenza della Calre per l’anno 2018. Ana Luis succede a Juan Pablo Duran Sanchez, dopo che nel biennio 2015 e 2016 la presidenza era stata ricoperta dalla Lombardia con Raffaele Cattaneo.

 

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