Il saluto di Maroni alla presentazione del ‘Rapporto di fine legislatura’

MILANO – “Mercoledì mattina firmo il Patto per l’Autonomia a Palazzo Chigi, assieme ai colleghi presidenti del Veneto e dell’Emilia Romagna e’ un passaggio storico, siamo riusciti a mettere nel Patto le cose che volevamo, in particolare i finanziamenti. Cambia il sistema: maggiori risorse per la Regione, maggiore responsabilita’ e vantaggi enormi per famiglie e imprese“. Lo ha spiegato il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, questa mattina, rispondendo alle domande dei giornalisti a margine della presentazione del ‘Rapporto di fine legislatura’.

Mercoledì comincia un percorso, si conclude la ‘fase 1’, quella post referendum – ha proseguito il presidente -: voglio ringraziare il Governo, e in particolare il sottosegretario agli Affari Regionali, perché ha avuto coraggio, ci ha creduto, ovviamente sotto la spinta forte delle Regioni, della Lombardia e del Veneto in particolare. C’è qualche piccola modifica rispetto alla bozza iniziale – ha spiegato -, ma nulla di particolarmente significativo. La novità più rilevante resta il sistema dei finanziamenti, cioè la compartecipazione al gettito di uno o piu’ tributi erariali, che vuol dire che ci sarà più interesse a fare investimenti, perché aumenta il Pil, aumenta il gettito e aumenta il bilancio della Regione. Altro elemento rivoluzionario sono i costi standard  una nostra storica battaglia, che ora viene messa nero su bianco: significa rivoluzionare il sistema della spesa pubblica con il riconoscimento a chi spende bene, che viene avvantaggiato, rispetto a chi spende male. Si supera così il criterio della spesa storica, che consentiva alle Regioni spendaccione di continuare a spendere e penalizzava le Regioni virtuose, come la Lombardia, alle quali viene ora quindi riconosciuta la virtuosità con tante risorse pubbliche in pù”.

Sono molto soddisfatto e posso dire che finisco in bellezza il mandato di cinque anni da governatore. Guardando il video che racconta e riassume gli eventi principali di questi cinque anni alla guida della Regione Lombardia mi sono emozionato perché, e non lo sapevo, hanno messo come base musicale un pezzo del mio gruppo, il Distretto 51, in cui c’ero anche io a suonare. Sono certamente emozionato anche per questi cinque anni, ma non ho alcun ripianto, sono convinto di avere fatto bene in questi anni: guardo avanti, al futuro, con tanto ottimismo, ho tante cose da fare e un’agenda piena. Ho scoperto la dimensione del governo della Regione, che non conoscevo – ha aggiunto -, che mi ha dato tante soddisfazioni, ma che ha richiesto anche tantissimo impegno: è più impegnativo fare il governatore della Regione Lombardia che fare il ministro dell’Interno. Questo sia dal punto di vista del tempo da dedicare, delle cose da fare, dei dossier e sotto molti altri aspetti – ha concluso il presidente -: certamente un’esperienza straordinaria, anche se molto faticosa, e piena di soddisfazioni”

Su