“Il dossier E”, un giallo da leggere il nuovo libro dello scrittore sestese Alberto Piazzi

Il primo giallo di Alberto Piazzi ha tutte le carte in regola per accattivarsi la simpatia del lettore. Non è il romanzo di un principiante quello che abbiamo letto con partecipazione e piacere. Piazzi ha mostrato un alto livello di professionalità che si esprime nello spessore del disegno dei personaggi, della scrittura, e l’articolazione della trama e nell’ambientazione belga. I personaggi non sono descritti dall’esterno ma si presentano da sé attraverso le loro azioni e i loro dialoghi, il loro modo di essere e di pensare. L’ambiente, troppo spesso trascurato nei gialli, non viene rappresentato attraverso descrizioni, ma in scene alle quali partecipano molti personaggi principali e secondari, fotografati senza alcun tipo di giudizio che non sia quello bonario del protagonista. La città di Bruxelles, coi luoghi più frequentati dagli italiani, diventa come spesso avviene nei gialli del nostro Paese, un personaggio protagonista della storia.
Naturalmente personaggio protagonista è pure l’Unione Europea, anzi l’euroburocrazia, di cui il narratore è scontenta figura di spicco, come membro della Security. Lo seguiamo lottarci dentro e molto spesso rimanervi sconfitto, ma con onore. Come si è sconfitti nelle buone partite di calcio.

Alberto Piazzi, in alto assieme Nicola De Michelis, capo del gabinetto della commissaria Cretu

Componente fondamentale è anche la passione calcistica, gli investigatori sono membri di Eurocom, la squadra di calcio che rappresenta tutte la nazionalità della Commissione. A Calcerano, che fa anche il coach, Fiori chiede di preparare la squadra dei bambini italiani che frequentano la quinta elementare della Scuola europea. Lì si scopre il delitto. La morte di Rubens Matteotti, di cui pian piano scopriamo la personalità, apre una serie innumerevole di indagini parallele cui i protagonisti, burocrati un po ribelli e fuori del comune, aggiungono la loro, non autorizzata eppure feconda.
Come dice la quarta di copertina “tra valori e ideali, intrighi e passioni, lobby e affari” gli investigatori verranno a conoscenza di misteri interni e verità scomode e spiacevoli prima di scoprire il mandante e l’esecutore del delitto.
Nel frattempo il lettore non solo ha scoperto una dimensione nascosta di Bruxelles, ma anche informazioni preziose di come funziona la burocrazia, non solo quella europea, che però è la più interessante e curiosa per chi ne è al di fuori; ha scoperto pure rivelazioni nascoste sulla vita contemporanea, soprattutto i suoi mali che dipendono dal fatto che il suo progresso materiale non è seguito anche quello civile e morale. Chi ama imparare qualcosa anche dai gialli avrà grandi soddisfazioni e spaccati politici, sociali ed economici di grande pregio e semplicità. Chi ha conosciuto l’autore lo ritroverà nel suo libro, col suo umorismo, la sua professionalità, il suo parlar poco e scarno, e il suo non volersi rassegnare.
Benvenuto tra i professionisti del giallo, Alberto e in bocca al lupo per i prossimi lavori! A questo punto li aspettiamo tutti.

 

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