Il Decreto Milleprororoghe salva l’Emittenza locale e migliaia posti di lavoro

Sospiro di sollievo di tv e radio private locali che finalmente, nel mese di ottobre, riceveranno i contributi pubblici relativi all’anno 2016. Ieri infatti il Decreto Milleprororoghe ha ottenuto il sì del Senato con 151 voti favorevoli, 93 contrari e due astenuti. Adesso il provvedimento è legge. Le misure contenute nel testo approvato dal parlamento sono molte, come diversi i temi coinvolti.
Per quanto riguarda radio e televisioni, in particolare per ciò che concerne i requisiti di ammissione delle emittenti locali ai contribuiti pubblici, la maggioranza Lega – 5 Stelle ha esteso il regime transitorio anche nell’anno 2019, con la precisazione che si terrà conto dei dipendenti dell’anno precedente quando si presenterà domanda.
Questo è stato possibile grazie alla battaglia iniziata nel 2014 su iniziativa di Giuseppe Gallizzi e Paolo Pirovano, leaders del Movimento Liberi Giornalisti, che da tempo chiede di destinare parte del canone Rai all’emittenza privata locale, dilaniata da una crisi senza precedenti che ha costretto a chiudere decine e decine di emittenti, con una drammatica ricaduta occupazionale.
Il voto del Senato consente di mantenere il posto di lavoro a cinquemila lavoratori, molti in cassa integrazione e solidarietà.
I governi che si sono succeduti, grazie anche all’extragettito derivante dal canone Rai nella bolletta telefonica, hanno dovuto riconoscere il ruolo di servizio pubblico svolto da radio e tv private locali.
Si è così arrivati a redigere un regolamento che non prevede (come invece accadeva vergognosamente in passato) finanziamenti a pioggia anche a chi trasmette solo televendite ma interventi specifici a favore di chi risponde ovviamente a determinati requisiti  (numero di assunti, diffusione del segnale, dati Auditel, palinsesti e trasmissioni  giornalistiche autoprodotte).
Spesso infatti queste piccole realtà, pur senza esserlo per definizione, svolgono di fatto un servizio pubblico pari a quello offerto dalla Rai che, oltre al canone, incassa miliardi di euro dalla pubblicità.

Nella foto Giuseppe Gallizzi a sinistra e Paolo Pirovano

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