Iatrofobia, quell’incontrollata paura del medico

Se l’idea di rivolgersi ad uno specialista è un’esperienza traumatica, l’odore del consultorio medico provoca nausea e toglie il respiro o la vista di un camice bianco è la causa scatenante di un attacco di panico, è probabile che siate affetti da iatrofobia, una delle paure più diffuse in Italia negli ultimi decenni.

Iatrofobia, di cosa si tratta

La iatrofobia (dal greco iatròs, “medico”, e phóbos, “paura”) è la paura incontrollata e ingiustificata dei medici e di chiunque indossi una divisa ospedaliera (dentisti, chirurghi, farmacisti, infermieri) o di sottoporsi ad una visita medica. Insieme alla nosocomefobia (la paura degli ospedali) e alla belonefobia (paura degli aghi) è una tra le paure più diffuse nel nostro Paese.

La iatrofobia è considerata una malattia sociale e il suo aumento è dovuto alla maggiore facilità con cui è possibile diagnosticare malattie e disturbi grazie al progresso scientifico moderno. L’idea di venire a conoscenza di una possibile malattia mette il paziente iatrofobico in una posizione di vulnerabilità tale che restare all’oscuro di tale eventualità diventa la sola alternativa valida. Il paziente tende a posticipare una visita che permetterebbe una diagnosi preventiva di un disturbo semplice da curare che in questo modo potrebbe trasformarsi in qualcosa di più serio o addirittura cronico. Tra i casi più comuni, la perseveranza nell’ignorare gonfiori e dolori anomali che potrebbero essere sintomo di un nodulo maligno o una semplice gengivite che, se trascurata, potrebbe trasformarsi in un caso di parodontite. Tra gli esami più temuti invece vengono annoverati TAC e risonanza magnetica, ecografia, mammografia e pap test, esami del sangue ed endoscopia.

Cause

La negazione della necessità di una visita medica può essere scatenata da diversi fattori di matrice psicologica legati a paure o ricordi traumatici:

·         Paura della morte (tumori) o di malattie degenerative (Morbo di Parkinson o Alzheimer)

·         Esperienza traumatica legata all’infanzia o alla vita di un familiare

·         Timore di non ricevere le cure adatte nel caso venga diagnosticata una malattia

·         Paura del contagio con altre malattie

·         Associazione del medico ad una figura fredda e distaccata o portatrice di notizie infauste

·         Timore di sottoporsi a interventi complicati o di avere una malattia incurabile

 

La iatrofobia potrebbe essere inoltre una reazione ad altre fobie, quali la odinofobia (paura del dolore) o l’emofobia (paura del sangue).

Trattamenti

Il superamento di qualunque fobia è un lavoro psicologico da eseguire a piccoli passi. Innanzitutto, il paziente iatrofobico dovrà prendere coscienza di quanto il suo stato di salute sia una sua responsabilità che non può essere assolutamente affidata al caso.

Si prosegue dunque con percorsi psicoterapeutici graduali che permettono al paziente di approcciarsi alla figura del medico a piccoli step, dalla semplice visualizzazione di immagini legate al mondo sanitario e medico in generale fino alla familiarizzazione con oggetti di comune utilizzo ospedaliero, quali aghi, siringhe, garze o stetoscopi acustici.

È consigliabile inoltre affidarsi ad un medico che sappia mettere il paziente a proprio agio e rispettare categoricamente il consiglio di effettuare visite specialistiche qualora fosse necessario. Ma, soprattutto, smettere di informarsi in rete, digitando sintomi e disturbi improbabili: una diagnosi fai-da-te è spesso causa di ansie e preoccupazioni che allontanano il paziente dalla risoluzione del problema, laddove un sano rapporto di fiducia medico-paziente è invece il primo passo verso la sua cura.

Francesca Sassi

 

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