Gli idioti conoscono solo la violenza

Non possiamo ignorare le dittature che opprimono parte del mondo, né le ditatture minori che opprimono noi. La dittatura si impone con la forza bruta, dalle censure alle persecuzioni, tormentando e sopprimendo la voce e la vita di persone umili, di menti illuminate di artisti, scienziati, scrittori. Ditatture immense e dittature che si rivolgono a persone singole: la stessa genesi, lo stesso scopo, gli stessi metodi. Ognuno nelle proprie possibilità.

Il fatto è che tutto ciò viene riportato dai media ed è vissuto dalle persone in tutta l’efferatezza, la crudeltà aggiunta, la devastazone conseguente, come dati di cronaca. In questo modo i protagonisti vincitori, cioè i dittatori d’ogni misura, sono presentati come divinità del male, in una loro grandezza che esalta menti deboli e suggestiona aspiranti criminali, fungendo da modello negativo, ma almeno apparentemente facile da copiare.  Quello che manca nella comunicazione è definirli qual sono. Idioti. Idioti che nella smania di potere vedono solo la distruzione, non essendo in grado di costruire. Idioti vigliacchi che vivono nel terrore di perdere e che per superarlo non hanno altre idee oltre all’imprigionamento, all’annientamento di chi vogliono dominare, alla soppressione di chi temono gli si opponga o gli sioppone. Se non temi che la fidanzata scappi, se ti ritieni abbastanza in gamba da essere amato, non le cacci in testa un velo. Se non temi che il popolo ti faccia fuori, visto che non ti viene in mente di renderlo contento e prospero, non hai bisogno di incatenarlo. Gli idioti conoscono solo la violenza. Gli idioti la violenza la provocano, e prima o poi fanno la stessa fine di chi hanno martoriato. E gli idioti che scampano a questa fine, quelli impuniti visto che l’odio gli piace anche se è verso di loro, preparano la sconfitta dei successori. A noi intanto conviene essere intelligenti, appunto, e fare di tutto – finchè si può – per tenerli lontani. Ma anche molte vittime sono stupide e vigliacche, pur se non assatanate di potere, e credono che inginocchiarsi significhi scampare. Una bella gara!

Federica Mormando

psicoterapeuta e psichiatra

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