Gli adulti sottovalutano l’intelligenza dei bambini, forse per avere l’illusione di essere loro più intelligenti

pupazzi

Sono sempre più scandalizzata – lo stupore se n’è andato – da come si sottovalutino i bambini, nutrendoli di sciocchezze e animaletti fittizi, cui si aggiungono gli ohimè apparentemente più seri videogiochi. Gli adulti, classe insegnante nel complesso compresa, paiono compatti nel ritenere i bambini stupidi, incapaci di ragionamento, semisordi (“i bambini non ci hanno mai sentiti litigare”), poco empatici (“mi sono sempre fatta vedere serena con i bambini”). Gli adulti ritengono incapaci i bambini di 8-9 anni di capire e formulare concetti astratti, di aver voglia di ascoltare discorsi seri, di giudicare. La scuola primaria, con le favolette preaddolcite, i libretti, i pupazzini, collabora a rimbecillirli, i bambini. Si sa che trattati da scemi scemi si può diventare, e comunque da tali ci si comporta. E se qualcuno tenta di far passare un articolo serio dedicato ai bambini (serio non vuol dire noioso) viene aspramente rimproverato di non conoscerli, i bambini. Trattamento simile è riservato agli anziani, il che fa pensare che il tutto sia un rinforzo al potere degli adulti, giocato come sempre succede sulle fasce deboli.

Senza pensare a quello che i bambini fanno in tempi di emergenza, a quelli che portavano viveri a rischio della vita in tempo di guerra, alle staffette, ai bambini che salvano e si salvano (vedi memorie dei sopravvissuti). Ai bambini che lavorano e lavoravano. Quando arriva quindi, secondo la media dei pensatori “grandi” l’intelligenza dei bambini? Questo non lo so. Suppongo ci sia una data che ondeggia fra il compleanno dei 16 e quello dei 20 anni. Questo sfogo è motivato dall’ennesima prova che il direttore di un giornale mi ha dato di tutto quanto sopraesposto. Quindi, da dopo Pasqua, sul sito www.eurotalent.it (Eurotalent Italia) ci sarà, per ora, due volte al mese un articolo dedicato ai bambini. Da che età? Diciamo dai 9-10 anni in su, ma vale qualunque età se l’articolo possa interessare loro. Questo articolo sarà – se l’intelligente direttore di questo giornale me lo permetterà – postato sul Giornale metropolitano. Ecco!

Federica MormandoFederica-mormando

psicoterapeuta e psichiatra

A parte il fatto che sono perfettamente d’accordo con te, non avrei mai censurato un articolo che rispecchia il pensiero della persona. 

M.G.

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