Giove, star d’eccezione del mese di maggio

Il gigante gassoso riguadagna il suo spazio fino al 9 maggio, quando verrà a trovarsi in opposizione rispetto al Sole

Buona fortuna nel cielo di maggio. Arriva Giove, più grande e più splendente che mai. È il gigante gassoso, il dominatore assoluto del cielo di maggio. Dopo essersi fatto largo sulla scena celeste, raggiungendo il periodo di superiore osservabilità di tutto l’anno, il pianeta gigante si prepara all’assolo del 9 maggio, quando sarà all’opposizione rispetto al Sole e apparirà più luminoso che mai. E il Pianeta gigante rimarrà visibile per l’intera notte: sorgerà dopo il tramonto del Sole, per poi culminare a sud nelle ore centrali della notte e abbassarsi sull’orizzonte ovest alle prime luci dell’alba.

Giove

Si tratta del quinto pianeta in ordine di distanza dal Sole e il primo, per massa e dimensioni, del Sistema solare, con un diametro circa 11 volte più grande di quello della Terra. La sua massa corrisponde a 318 volte quella del nostro Pianeta (il doppio di quella di tutti gli altri messi insieme), ma a causa della minore densità (un quarto di quella terrestre) il suo volume è più di 1.000 volte quello della Terra. E Giove, come Saturno, Urano e Nettuno, è un pianeta gassoso o gioviano. Ha 16 satelliti principali e un sistema di 3 anelli. E Giove è noto fin dall’antichità, essendo un Pianeta ben visibile ad occhio nudo nel cielo terrestre, tant’è che gli antichi greci lo identificarono addirittura con Zeus, il padre degli Dei dell’Olimpo. Nel 1610, Galileo Galilei individuò, grazie alle osservazioni al telescopio, i quattro satelliti principali di Giove (Io, Europa, Ganimede e Callisto), che vengono detti galileiani o anche medicei, poiché l’astronomo italiano dedicò la sua scoperta a Cosimo de’ Medici. Questa scoperta diede un notevole impulso all’affermazione della teoria eliocentrica di Copernico, in quanto rappresentava la prima osservazione di corpi celesti in orbita attorno a un Pianeta che non fosse la Terra. Il nome del Pianeta deriva da quello dell’omonima divinità romana, in latino Iuppiter (all’accusativo Iovem), corrispondente del dio greco Zeus, padre di tutti gli Dei e sovrano dell’Olimpo. Il pianeta deve probabilmente la sua identificazione con il dio greco al fatto di essere il più grande dei pianeti del Sistema solare e uno dei più luminosi. Zeus veniva chiamato poeticamente con il vocativo Zeus pater (o padre Zeus!), probabile evoluzione di Dieus, il dio del cielo diurno della religione proto-indoeuropea. E il simbolo astronomico (e astrologico) del Pianeta consiste in una rappresentazione stilizzata del fulmine del dio.

“Il 9 maggio è la data dell’opposizione al Sole del pianeta gigante, che rimarrà visibile per l’intera notte – spiegano gli astrofili -. Sorgerà in concomitanza del tramonto del Sole, culminerà a sud nelle ore centrali della notte e si abbasserà sull’orizzonte occidentale alle prime luci dell’alba. L’opposizione implica anche la condizione di massima luminosità, minima distanza dalla Terra e, per chi lo osserva al telescopio, massimo diametro apparente del pianeta”.

Alessandra Pirri

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