Fuorisalone, lo Champagne diventa protagonista delle nuove opere di Nini

Tra pop art e underground contemporaneo, Win‘e’land racconta non solo l’affascinante mondo dello Champagne ma anche l’altra faccia della festa grazie alle frasi di “Alice in Wonderland” di Carroll a rappresentare il superamento della censura morale verso l’immaginazione

Le bollicine che partirono nell’Abbazia di Hautvillers, una delle più vecchie abbazie benedettine del mondo, alta valle della Marna. E in occasione della Milano Design Week, Francesca Nini porta al Fuorisalone il suo nuovo progetto artistico Win‘e’land. L’artista espone Dal 17 al 22 aprile l’artista espone per il Fuorisalone in via Santa Marta 14, a Milano, un’installazione composta da 11 opere che raffigurano diverse bottiglie di champagne, un viaggio al confine tra pop art e underground. Dietro al titolo, un mix di parole e significati: win, vincere le paure e lasciarsi andare; win‘e’, vino, per celebrare; land, perché è un viaggio di scoperta.

Dom Perignon Vandalizzato

Non più le figure umane con i loro sentimenti che da sempre caratterizzano le opere di Nini, bensì bottiglie di Champagne. Perché lo Champagne? “Perché è indicativo di un prodotto mercificato, prima di élite, ora di tutti – commenta Nini. – In realtà non è per tutti, perché complesso e affascinante tanto che ti demotiva dal degustarlo ma ti porta a buttarti avidamente in una bevuta liberatoria”. Il meglio e il peggio del bevitore, pensieri espressi dalla vandalizzazione dell’opera, termine coniato dall’artista per definire la tecnica che utilizza e che da sempre la contraddistingue: vandalizzare significa creare contrasto, una divisione di sentimento, di piacere ma soprattutto fa emergere la natura profonda dell’oggetto dipinto. La bottiglia vandalizzata, rappresenta quindi il sorseggio libero e quello che produce, gli assaggi affascinanti, inaspettati, rotondi e spigolosi.

Win‘e’land mostra anche l’altra faccia della festa: il retro dei quadri, uno sfondo scuro su cui spiccano per contrasto in rosso le frasi più espressive per NiniI prese dal romanzo di Lewis Carroll Alice in Wonderland, a rappresentare il superamento della censura morale verso l’immaginazione, perché “l’immaginazione che scavalca i confini è vincente”. Non mancano quindi i riferimenti letterari, elementi ricorrenti all’interno dell’opera dell’artista, anche con Victor Hugo, ispirazione underground per un sottoterra che è scenario di peccati e redenzione, dove “il buio ingoia ma è anche salvezza”. Underground, movimento e tendenze del sottosuolo, un luogo proprio della società dei consumi che va ad esplorare la mercificazione sfacciatamente di superficie. È “un’esperienza dove non ci si nasconde e non si ha paura, fatta di diversità, dove c’è il coraggio di far vedere il brutto, di guardarsi violento e dominarsi”.

Trittico (Maison Mumm)

Win‘e’land non è solo una serie di quadri, ma nasce come un’installazione multisensoriale: i visitatori vengono introdotti in uno spazio di colori, forme e suoni, delimitato dalla verticalità degli stessi quadri, tenuti insieme da un fil rouge consistente di corde rosse che legano l’installazione creando pareti affollate. È inoltre un’esperienza uditiva, grazie al Sound Design di Stefano Pasini che conferisce al visitatore la sensazione di trovarsi in uno spazio intimo, davanti al proprio mondo interiore.

La libertà di lettura dell’opera pone al centro il visitatore: senza alcun vincolo cronologico, non c’è un ordine specifico per vivere l’esperienza dell’installazione. Win‘e’land, come la maggior parte dei lavori di Nini, mostra in modo spiccato il suo voler essere popolare, comprensibile per tutti, diviene arte del popolo, una potenziale produzione in serie tipica della pop art.

Alessandra Pirri

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