Firenze, oggi l’anniversario dell’inaugurazione del David di Michelangelo avvenuta 515 anni fa

“Veramente che questa opera ha tolto il grido a tutte le statue moderne et antiche, o greche o latine […] con tanta misura e bellezza e con tanta bontà la finí Michel Agnolo” (Vasari)

Dopo 515 anni, lui resta ancora lì. Maestoso. Solenne. Degno figlio di Michelangelo. È il David, che veniva inaugurato l’8 settembre 1504. La statua è rivolta a sud-est, verso le popolazioni nemiche pronte ad attaccare la città. Per la sua realizzazione, Michelangelo ha ricevuto un compenso di 400 fiorini.
Michelangelo di Lodovico Buonarroti Simoni, artista cardine del Rinascimento italiano, creò la statua da un unico blocco di marmo, tra il 1501 e il 1504. Quando iniziò la scultura aveva solo 26 anni, e quando la finì appena 29. L’opera fu commissionata a Michelangelo da “i consoli dell’Arte della Lana” e gli “Operai del Duomo di Firenze”, che gli misero a disposizione un blocco marmoreo immenso, molto probabilmente già abbozzato (i fiorentini lo chiamavano “il Gigante”), tacciato di scarsa qualità. Una volta completata la scultura, apparve evidente che la sua grandezza e il peso impedivano di collocarlo nella posizione originariamente immaginata, ovvero un contrafforte del Duomo di Firenze. La bellezza dell’opera, la sua imponenza e, più di tutti, il significato simbolico del David che si appresta a sconfiggere Golia, resero la statua un bene che andava mostrato da vicino a tutti i fiorentini, e non da lontanissimo sul tetto di una chiesa. Venne così decisa la posizione definitiva, che sino al 1873 fu Piazza della Signoria di fronte a Palazzo Vecchio. La collocazione, con un’accezione laica anziché religiosa, è esemplificativa della forza simbolica della statua: il giusto (David come simbolo di Firenze) che sconfigge il forte ma iniquo (Golia, i nemici interni ed esterni alla Repubblica, fra la tirannica dinastia Medicea, nemica della Repubblica Fiorentina).

Il David di Michelangelo è differente dai Re Davide raffigurati sino a quel momento. Circa 60 anni prima, Donatello lo aveva scolpito come un giovanissimo, quasi un bambino, mentre Verrocchio nel 1469 lo pensava come un fanciullo con la testa di Golia ai piedi. Michelangelo lo pensò come un uomo giovane, nel pieno della forza, che con la forza fisica e la determinazione mentale sconfigge il proprio avversario, uccidendolo.

Michelangelo scrisse dei versi a proposito della realizzazione del capolavoro: “Davide con la frombola, e io con l’arco”. La frombola è la fionda, mentre l’arco si riferisce al trapano a mano usato dagli scultori per rifinire alcuni dettagli. Forse molti non ci fanno caso, ma le pupille del personaggio sono a forma di cuore.

È possibile acquistare i biglietti per la Galleria dell’Accademia sia per telefono che on line, sul sito ufficiale degli Uffizi.

Alessandra Pirri

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