Firenze, continua la mostra “I Libri del granduca Cosimo I de’ Medici

Il signore toscano che, con i drappi Rossi, rendeva gran signori anche i popolani

“Oggi io, Cosimo, scrivo a te, amica mia. Spero che le mie parole non ti saranno troppo amare. Questa mia lettera forse potrà sembrare, a chi aprirà il mio epistolario, un gioco di malaugurato gusto. O le ultime visioni di un vecchio pazzo” (Cosimo I de’ Medici)

Intelligente. Ma di spirito autocratico. Era il granduca Cosimo I de’ Medici, che continua a far parlare di sé anche dopo secoli. Una mostra, quella dei suoi libri, partita lo scorso 8 marzo nei locali della Biblioteca Medicea Laurenziana in piazza San Lorenzo 9 a Firenze, e che si concluderà il prossimo venerdì 18 ottobre.
L’esposizione comprende 54 pezzi conservati in Biblioteca che testimoniano sia gli interessi personali del granduca, sia un momento particolarmente prestigioso della città di Firenze. La prima sezione comprende i libri che il granduca conservava nella sua biblioteca privata: alcune sue biografie, opere che gli furono offerte in cambio di favori, scritti da lui commissionati, manoscritti, che evidenziano sia i rapporti con personaggi contemporanei, sia l’attenzione per l’architettura, la matematica, l’ingegneria, la musica e la geografia. La seconda sezione è dedicata al grande incremento di manoscritti voluto da Cosimo I per la Biblioteca pubblica, per la quale Michelangelo aveva progettato la costruzione del nuovo edificio. Nei quasi cinquanta anni che intercorsero fra il trasferimento della collezione da Roma a Firenze e l’apertura al pubblico, che avvenne l’11 giugno 1571, la consistenza della raccolta passò da circa 1000 codici a più di 3000.
Cosimo I de’ Medici fu il secondo duca di Firenze e il primo granduca di Toscana (Firenze, 1519 – Villa di Castello, Firenze, 1574). Figlio di Giovanni de’ Medici, detto delle Bande Nere, e di Maria di Iacopo Salviati, e nipote di Caterina Sforza, succedette nel 1537 al duca Alessandro, grazie all’opera di Francesco Guicciardini; la sua nomina fu accettata e ratificata dall’imperatore Carlo V. Fu lui che diede il colpo di grazia alla tradizione di libertà del popolo fiorentino, superando le gravi difficoltà che gli venivano dagli avversari della sua famiglia, dai fautori del governo repubblicano, dai fuorusciti appoggiati dal re di Francia, dalle tendenze autonomistiche dei comuni assoggettati. Cosimo I e la moglie Eleonora di Toledo, furono anche i genitori di Francesco I, figura a sua volta controversa e per certi versi misteriosa, contrassegnata da una forte passione per l’alchimia e l’esoterismo, da un grande amore clandestino, da possibili omicidi, e da una doppia morte oscura. Chi ancor oggi vada in piazza della Signoria, a Firenze, può facilmente comprendere perché, alla base del monumento equestre che Francesco I fece erigere al Giambologna in onore del padre Cosimo, siano raffigurate tre scene: la conquista di Siena, la rinuncia al potere a favore di Francesco e l’incoronazione granducale a Roma.

Orario mostra: lunedì – venerdì ore 9,30 – 13,30 (chiuso sabato domenica e festivi)
Informazioni: tel. 055 2937911 – b-mela.mostre@beniculturali.it
Biglietti: € 3.00/€ 2.50 se acquistato unitamente al biglietto per la basilica di San Lorenzo.

Vincenzo Di Dia

*

*

Su