Figli e figliastri

Un esposto fatto da un personaggio pubblico muove. Due esposti fatti da una signora qualsiasi lascia immobili

Leggo sui giornali due notizie sottilmente collegate.

Prima notizia. La tragedia delle due figlie uccise dal carabiniere, e la moglie quasi. Due esposti della moglie, picchiata anche in pubblico, caduti nel nulla. Due bambine che dichiarano di aver paura del padre, per nulla cautelate dall’incontrarlo. Il signore ha ancora la chiave di casa: la usa per ammazzare le due figlie dopo aver fatto quasi fuori la madre sulla soglia.

Seconda notizia. Un ragazzo confessa di essere gay e in famiglia lo riempiono di botte e peggio. Fabrizio Marrazzo (ricordate?) fa un esposto, parte la denuncia e la Procura di Napoli, ascoltato il ragazzo, lo trasferisce in una struttura protetta.

Le differenze-analogie? Un esposto fatto da un personaggio pubblico muove. Due esposti fatti da una signora qualsiasi lascia immobili.

Quanto alle ragazzine ora cadaveri, come quasi sempre avviene, i bambini non sono ascoltati, e se lo sono, cioè se riescono ad esprimere la propria volontà, non si dà loro peso. Se i ragazzi dichiarano di non voler vedere un genitore hanno  motivi gravi. Quasi sempre inascoltati, posposti all’obbligo di incontrarlo comunque. Si invoca una specie di plagio (reato inesistente da un bel pezzo, sostituito dall’incapacità di intendere) da parte dell’altro genitore, che di rado esiste ed è comunque facilmente individuabile. Io ho parec chie e tristissime esperienze di bambini non ascoltati da giudici e mal ascoltati da psicologi. E prima che crescano abbastanza da imporsi, il tempo è tanto: nel caso delle due ragazzine, non è stato abbastanza. Spero restino sulla coscienza di chi non ha ascoltato, ma sulla terra, non ci sono più.

A questo proposito, il 5 marzo a Milano, via Sarfatti 25 (Università Bocconi, aula 32, terzo piano), dalle 18,30 alle 20, ci sarà una conferenza interessantissima, “Il testimone vulnerabile”, organizzata dalle associazioni Advocacy&Litigation e Keiron. Introdurrà il prof. Lonati, la dottoressa  Corvo parlerà del ruolo del minore  e delle situazioni in cui la sua testimonianza diventi fondamentale, delle norme nazionali ed internazionali e delle modalità dell’interrogatorio del minore; la psicologa – dr.ssa Cappello – parlerà soprattutto dell’attendibilità giudiziaria del teste e del ruolo dei periti e la psichiatra – Mormando – racconterà di casi veri di bambini la cui testimonianza non è stata ascoltata. L’incontro sarà pubblico e gratuito.

 

Federica Mormando

psicoterapeuta e psichiatra

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