Festa della donna, Consiglio regionale lombardo dedicato alla salute femminile

“Con la prevenzione il tumore al seno si può vincere”

MILANO – Affrontare, e spesso anche vincere, il tumore al seno adesso si può, grazie soprattutto a due condizioni ora disponibili: screening precoci e terapie innovative presso Breast Unit, i centri di senologia multidisciplinari. Due fronti, su cui Regione Lombardia ha saputo essere apripista, indicando nuove opportunità di cura e assistenza, puntando soprattutto sulla prevenzione. Questo l’appello lanciato oggi a Palazzo Pirelli dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale della Lombardia, in vista del prossimo 8 marzo, Giornata internazionale della donna. Per l’occasione il Consiglio regionale ha organizzato visite senologiche gratuite per le proprie dipendenti, come segno di attenzione e di sensibilizzazione nei confronti della prevenzione e della promozione di sani stili di vita per tutte le donne.

Un momento del Consiglio dedicato al tumore al seno

“Siamo orgogliosi -ha detto la vice presidente del Consiglio regionale Francesca Brianza- di promuovere come Consiglio Regionale questa importante iniziativa che dimostra l’attenzione delle istituzioni verso le tematiche femminili, anche alla luce della grande incidenza del carcinoma mammario. Abbiamo deciso di celebrare la donna in occasione dell’8 marzo con una due giorni dedicata al tema della prevenzione al tumore al seno focalizzando l’attenzione sull’importanza dello screening alla mammella. Marzo è il mese della prevenzione – prosegue – e, per la prima volta, il Consiglio regionale della Lombardia organizza, insieme ad Europa Donna, un open day di prevenzione senologica come welfare aziendale, offrendo alle dipendenti del Consiglio e della Giunta uno screening gratuito effettuato da prestigiosi medici provenienti da alcune delle più eccellenti strutture ospedaliere lombarde e ai quali va il mio più sentito ringraziamento. Regione Lombardia – continua Brianza- tramite svariate iniziative promuove il tema della prevenzione, che rimane la prima arma efficace per sconfiggere il tumore. Attraverso questa iniziativa auspichiamo che il tema della prevenzione rientri sempre più nelle politiche di welfare che le aziende programmano per i propri dipendenti”.

“L’iniziativa che presentiamo oggi è di grande significato – ha dichiarato il presidente del Consiglio regionale, Alessandro Fermi – sia per l’argomento, che coinvolge purtroppo migliaia di donne, sia perché chiama a un identico impegno istituzioni, mondo scientifico e volontariato. Il tema del tumore al seno e la sua prevenzione vanno, infatti, affrontati senza esitazioni, con delicatezza e coraggio, ingredienti che compongono la ricetta per vincere la paura, per non lasciare solo nessuno, per lottare, se necessario. Questo basta per spronare tutti, ognuno per le proprie responsabilità, a fare il possibile per comunicare e persuadere le donne a sottoporsi agli screening programmati”.

Il carcinoma della mammella è il tumore più diffuso fra le donne nei Paesi occidentali: si stima che 1 donna su 8 lo svilupperà nel corso della sua vita. In Lombardia ogni anno è diagnosticato a circa 9.900 donne ed è causa di circa 2.000 decessi.

L’obiettivo del programma di screening, in cui si inserisce l’iniziativa promossa dal Consiglio regionale della Lombardia,  è di ridurre la mortalità specifica per questo tipo di tumori, nonché l’incidenza, identificando precocemente forme invasive di tumore o anche lesioni pre-invasive ma a rischio di progressione.

Anche il presidente della Commissione consiliare Sanità, Emanuele Monti, ha voluto sottolineare l’importanza dell’iniziativa. “Da tempo Regione Lombardia ha messo in campo una serie di misure concrete con lo scopo di prendersi cura a 360 gradi delle donne. Nello specifico, tra le misure adottate da Regione Lombardia nel corso degli anni, va ricordato l’ampliamento della fascia di screening per il tumore al seno anche alle donne tra 45 e 49 anni e tra 70 e 74 anni, grazie a una mozione votata nella scorsa legislatura dal Consiglio regionale, l’esenzione per le richieste di prestazioni per la diagnosi precoce e la prevenzione del tumore della mammella per pazienti con familiarità”.

Grazie all’istituzione delle Breast Unit, i centri di senologia multidisciplinari, l’approccio alla malattia è ora multidisciplinare, come ricordato dall’assessore al Welfare Giulio Gallera, che ha inoltre sottolineato come, sul fronte della cura, si registri un aumento della sopravvivenza delle donne. A fronte di circa 50mila nuovi casi di tumore del seno stimati in Italia nel 2017, in quindici anni le percentuali di guarigione da questa malattia, secondo i dati dell’ AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), sono cresciute di circa il 6%, passando dall’81 all’87 per cento. Alla conferenza stampa è intervenuto anche il Vice Presidente Carlo Borghetti. Il punto della situazione sul campo è stato illustrato da alcuni dei professionisti intervenuti all’incontro, tra cui la dottoressa Rosanna D’Antona, presidente di Europa Donna Italia,Adele Patrini, presidentessa Associazione C.A.O.S., la professoressa Francesca Angela Rovera, responsabile Breast Unit ASST Settelaghi Varese, il professor Corrado Tinterri, responsabile della Breast Unit Humanitas Rozzano (MI

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