Fatturazione elettronica: fila ai distributori di benzina

Il sindacato dei gestori impianti stradali riporta diverse criticità sulla applicazione della nuova misura e auspica correttivi per far fronte a questa prima fase problematica

Gioie e dolori della fatturazione elettronica. A dieci giorni dall’entrata in vigore di questa novità che dovrebbe snellire la burocrazia non mancano i segnali di allarme. In particolare Figisc, il sindacato dei gestori impianti stradali carburanti della Confcommercio di Milano, ha segnalato come in molte delle oltre 250 stazioni di rifornimento milanesi si siano create situazioni di caos dovute all’applicazione di adempimenti pratici legati a questa nuova misura.

Dal primo di gennaio non sono, infatti, mancati episodi che hanno ulteriormente accresciuto la preoccupazione dei gestori milanesi. Il sindacato, pur condividendo le motivazioni che hanno portato all’adozione della fatturazione elettronica, auspica misure correttive per porre un freno a questa situazione iniziale di incertezza.

Secondo Paolo Uniti, segretario Figisc, episodi come la richiesta, peraltro legittima, di alcuni giovani di emissione della fattura elettronica per rifornimenti di pochi euro di benzina per lo scooter, la dimenticanza di piccoli imprenditori dei propri dati di identificazione fiscale o codici identificativi errati crea file interminabili alle casse del distributore per il malcontento di tutti.

“Inoltre – ricorda Uniti – nei prossimi mesi i gestori carburanti dovranno affrontare una seconda rivoluzione ‘digitale’ con l’obbligo dell’invio telematico dei corrispettivi all’Agenzia delle Entrate e, tra elaborazione di fatture elettroniche e invio telematico dei corrispettivi, qualcuno dovrà pur mettere il carburante nelle auto ed occuparsi degli altri servizi per l’automobilista”.

Raffaele Biglia

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