Euroflora, anche la margherita dedicata a Italo Calvino in mostra a Genova

In onore, invece, di Papa Francesco un elleboro bianco che è anche il simbolo della lotta contro la violenza sulle donne

Euroflora. Più di centomila biglietti già venduti online per la grande mostra di piante e fiori che torna a Genova dal 21 aprile al 6 maggio. Un record che fa ben sperare e, per essere scaramantici, il centro della città si è colorato di decine di ombrellini variopinti quasi a voler sfidare quella pioggia che negli ultimi giorni ha reso difficile il lavoro di chi sta allestendo gli spazi all’interno dei parchi di  Nervi. Più di duecentocinquanta tra florovivaisti, paesaggisti, maestri e decoratori floreali stanno trasformando l’aspetto dei grandi parchi, giardini storici affacciati sul Mar Ligure. Euroflora non sarà però solo vissuta a Nervi, ha annunciato il sindaco Marco Bucci; in tutta la città ci saranno eventi, spettacoli, laboratori che coinvolgeranno cittadini e visitatori. Euroflora è già una scommessa vinta a cominciare dal breve tempo di preparazione e allestimento, in totale quattro mesi; di solito si partiva due anni prima. Il più grande spazio – 2.500 metri quadrati –  è riservato alla Liguria che accoglierà gli ospiti con l’esibizione di sei ulivi secolari della varietà taggiasca, arricchiti con una bordura di margherite bianche, produzione di punta della regione, commercializzate in tutto il mondo.

Tra le attrazioni figura la margherita dedicata a Italo Calvino, lo scrittore cresciuto in quel di Sanremo nella stazione sperimentale di floricoltura diretta dal padre Mario e dalla moglie Eva Mameli; in onore, invece, di Papa Francesco un elleboro bianco che è anche il simbolo della lotta contro la violenza sulle donne. In tutto sono novanta le aree allestite; ci saranno aziende piemontesi, alcune di esse hanno partecipato fin dalla prima edizione della rassegna nel 1966, della Val d’Aosta, della Campania, del Lazio, del Mercato dei fiori di Pescia. Forte la presenza dall’estero: Taiwan farà arrivare le sue orchidee super premiate, e poi ancora fiori dagli Stati Uniti, dalla Francia e dalla Spagna. Ospite d’onore, Pechino che, per la prima volta, promuoverà ufficialmente la propria esposizione internazionale del 2019 dedicata all’orticoltura.

Quadri e composizioni floreali en plein air, ma anche nei loggiati e nelle sale delle splendide ville che ospitano le Raccolte Frugone, collezioni dei più importanti pittori dell’ottocento e della Belle Epoque, della Galleria  Wolfsoniana e di quella d’arte Moderna di Genova. Una curiosità: chi volesse approfittare della circostanza potrà fare una puntata nelle viscere della terra, visitando le storiche miniere di Gambatesa, sopra Chiavari, che aprono i cancelli per un viaggio sotterraneo a bordo di vagoncini perfettamente conservati con cui esplorare il misterioso mondo minerario del tempo che fu.

Alessandra Rissotto

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