Educazione affettività e sessualità, coinvolgere studenti e famiglie

Approvata la mozione della consigliera regionale lombarda Claudia Carzeri, per vigilare sull'applicazione del consenso informato preventivo nelle attività di ampliamento dell'offerta formativa, quali educazione all'affettività e alla sessualità e la relativa istituzione di un Osservatorio ad hoc

MILANO – “Ringrazio le forze politiche che hanno approvato la mozione della consigliera Claudia Carzeri, prima firmataria, che, avendo ricevuto segnalazioni di alcune criticità, ha chiesto alla Giunta di Regione Lombardia di ‘vigilare sull’applicazione del consenso informato preventivo nelle attività di ampliamento dell’offerta formativa, quali educazione all’affettività e alla sessualità e la relativa istituzione di un Osservatorio ad hoc’“. Così l’assessore alle Politiche per la famiglia, Genitorialità e Pari Opportunità di Regione Lombardia Silvia Piani ha commentato l’approvazione, da parte del Consiglio regionale lombardo, della mozione che invitava la Giunta a vigilare sull’applicazione del consenso informato preventivo nelle attività scolastiche, extra scolastiche e sull’istituzione di un Osservatorio.

“Assicuro che mi impegnerò, con l’assessore Melania Rizzoli, a interpellare l’Ufficio scolastico regionale per rendere più intenso il coinvolgimento delle famiglie e supportare una piena informazione sull’attività extracurricolare e su una formazione che vada in una direzione più rispettosa degli studenti e delle famiglie. Ritengo motivate e condivisibili le richieste della mozione – ha spiegato l’assessore Piani intervenendo in Aula -, per questo collaboreremo con l’assessorato all’Istruzione, Formazione e Lavoro a segnalare all’Ufficio scolastico regionale la necessità di garantire una sempre piena e costante informazione di studenti e famiglie in merito alle proposte didattico-educative inserite nel Piano triennale dell’offerta formativa”.

“Ferma restando l’importanza e l’utilità dei momenti di educazione affettiva e sessuale – ha concluso l’assessore – troppo spesso queste iniziative sono diventate strumento ‘di parte’, in cui è stato anteposto l’interesse dei soggetti proponenti a quello dei ragazzi. Il concetto di educazione infatti si è talvolta trasformato nella mera presentazione di immagini e concetti totalmente privi di quella finalità formativa che ne dovrebbe rappresentare il presupposto”.

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