“Ecce Homo”, la fragilità umana in scena al Teatro a L’Avogaria di Venezia

Una piece composta da frammenti di autori diversi, da Sartre a Primo Levi, da Mrozek a Schmitt

Un percorso sulla precarietà, la fragilità e l’incompletezza dell’uomo, su tutto quello che siamo, quando lo siamo, e su tutto quello che potremmo essere, quando ci sfugge di mano quello che siamo. Al Teatro a l’Avogaria di Venezia (Dorsoduro 1607, Corte Zappa), sabato 9 giugno 2018, ore 21.00, va in scena “Ecce Homo”.

Lo spettacolo si ispira e prende spunto da frammenti di autori diversi, da Sartre a Primo Levi, da Mrozek a Schmitt, legati da un unico filo conduttore: la condizione dell’uomo nella sua capacità di passare dal bene al male senza soluzione di continuità. In scena tra dolore e follia, sarcasmo e ironia, una galleria di personaggi che raccontano la fragilità umana: emigranti che inventano storie fantastiche, prostitute che hanno smarrito il disprezzo, curiosi abitatori di un misterioso albergo, una coppia incapace di distinguere tra realtà e menzogna. “Ecco, questo è l’uomo”, si potrebbe dire con le parole di Pilato. In scena gli allievi del II anno del Laboratorio del Teatro a l’Avogaria guidati e diretti da Angelo Callipo, autore anche della drammaturgia del testo. Gli interpreti sono: Alessio Bellemo, Guia Camarri, Federico Fabbri, Rocco Longo, Caterina Lo Greco, Carlo Marongiu, Rita Nicosia, Enrico Pinzoni, Matteo Vascon, Giorgia Velluti, Elena Zuin.

Lo spettacolo, in replica domenica 10 giugno 2018, ore 21.00, su prenotazione ai numeri 0410991967-335372889 o via mail all’indirizzo  avogaria@gmail. com. Info:http://www.teatro- avogaria.it/

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