Donne e lavoro, la tecnologia per coniugare professione e vita privata

Strumenti come il desktop remoto per lavorare da casa e piattaforme che consentono flessibilità oraria le chiavi per tenere alta la competitività e avere dipendenti motivati, secondo Adele Nardulli da 30 anni a capo di imprese totalmente al femminile nel settore dei servizi linguistici.

Un metodo di lavoro innovativo, flessibile e al femminile, queste le chiavi del successo di Adele Nardulli, ceo e fondatrice di Landoor società di traduzioni professionali e interpretariato, intervenuta al Parlamento europeo – Ufficio di Milano su tecnologia e valore delle persone.

Il digitale declinato sui temi dell’inclusione di genere sono concetti a me molto cari – dichiara Nardulli – tanto che da 30 anni sono alla guida di imprese al 100% femminili nel settore dei servizi linguistici e la startup avviata l’anno scorso, Landoor, cerca di ribaltare tutti gli stereotipi con la mission di una teconologia a servizio delle persone (human to human)”.

 

La flessibilità e la conciliazione vita-lavoro sono esigenze imprescindibili per Nardulli senza mai perdere di vista la ricerca tecnologica. Landoor in questo senso ha perseguito attivamente l’innovazione per asservirla alle esigenze delle persone che vi lavorano, senza perdere in competitività. L’attivazione della prima casella di posta elettronica negli anni ’90, la dettatura e trascrizione dei testi in digitale fino all’adozione del desktop remoto per il collegamento da casa all’ufficio sono solo alcuni degli esempi che hanno permesso delle condizioni di lavoro ottimali.

«Oggi – continua l’imprenditrice – dopo 3 anni di ricerca sostenuti dai fondi strutturali dell’Unione europea, siamo in fase di beta testing di una piattaforma interattiva che, se da un lato offre alla clientela un servizio avanzato 24 ore su 24 dall’altro consente la flessibilità oraria di chi gestisce il lavoro, pre-impostando il progetto in automatico, una formula particolarmente gradita dai Millenials».

Raffaele Biglia

 

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