Distributori automatici, in Italia sono seimila le imprese, 900 in Lombardia

Nel 2017 la distribuzione automatica ha alimentato un mercato di oltre 1,8 miliardi di euro con 5 miliardi di consumazioni, in aumento dell’+1,31% rispetto al 2016

Distributori automatici: pratici, veloci e sempre aperti. Dalle bevande ai gelati, dai prodotti parafarmaceutici ai dvd e gadget, sono 6 mila le attività, tra sedi di impresa e unità locali, del settore in Italia e crescono del 2% in un anno secondo l’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati registro imprese al primo trimestre 2018 e 2017 su sedi d’impresa e unità locali. Roma con 424 attività, 7,1% del corrispondente totale italiano, Milano con 358 (6%) e Torino con 307 (5,1%) sono i primi tre territori per concentrazione di attività, seguiti da Bari, Napoli, Cagliari, Taranto, Genova, Treviso e Palermo. Tra i primi dieci territori, crescono nel 2018 soprattutto Bari (+15,5% in un anno), Taranto (+13,5%) e Palermo (+8,1%).

La Lombardia è la prima regione italiana per numero di attività nel settore, con 862 attività su 5.964, e un peso del 14,5% sul totale nazionale.  Milano è prima per concentrazione di attività, 358, seguita da Brescia (82), Bergamo (77) e Monza e Brianza (74). Varese è quinta con 60 attività. Sondrio (+11,1%), Bergamo (+5,5%) e Cremona (+5,3%) sono le aree che crescono di più tra 2017 e 2018.

La crescita del numero di attività nella distribuzione automatica, rilevata dai dati della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, conferma il dinamismo del settore – commenta Massimo Trapletti, presidente di CONFIDA Associazione Italiana Distribuzione Automatica che aderisce a Confcommercio – Imprese per l’Italia –. Nel 2017 la distribuzione automatica (o vending) ha alimentato un mercato di oltre 1,8 miliardi di euro con 5 miliardi di consumazioni, in aumento dell’+1,31% rispetto all’anno precedente sviluppato con una rete distributiva di oltre 810 mila vending machine installate in tutta Italia. A questi dati si aggiunge il mercato del cosiddetto del ‘porzionato’ ossia il caffè e le bevande calde in capsule e cialde che vale ulteriori 1,7 miliardi per 6 miliardi di consumazioni l’anno”.

Tra i fattori che trainano l’evoluzione dell’automatico spiccano le crescenti possibilità di personalizzazione dei prodotti, l’attenzione alla sostenibilità e l’ascesa delle tecnologie smart e dei pagamenti cashless. Riguardo ai distributori automatici che erogano bevande calde, il nuovo trend è l’offerta di prodotti ‘su misura’: i consumatori, grazie alle nuove tecnologie con gli schermi touch, possono mixare gli ingredienti di base come caffè, latte, cacao con granelle e topping creando a proprio piacimento bevande gourmet.

La ricerca della sostenibilità attraverso lo sviluppo di soluzioni ecologiche è tra i pilastri della nuova generazione di aziende italiane della distribuzione automatica. Dalle capsule di caffè totalmente compostabili ai sistemi di reverse vending (che consentono di recuperare la plastica degli inmballaggi dando un incentivo al consumatore virtuoso) fino all’utilizzo di vending machine meno energivore, logistica green, furgoni a basse emissioni, prodotti alimentari biologici, a chilometro zero ed equosolidali.

Il vending sta vivendo una vera e propria rivoluzione digitale. Si parla oggi di smart vending o di Vending 4.0 in relazione a distributori automatici che integrano schermi touch, sistemi di telemetria che consentono il controllo da remoto della macchina e APP che permettono il pagamento tramite mobile. Anche la distribuzione automatica si dirige verso un futuro senza moneta. Già oggi l’84% del parco macchine consente di pagare in modalità cashless (con chiavetta), il 3% con carta di credito e il 2% con app. Ma queste ultime stanno crescendo a ritmi elevati. “Le aziende italiane che sono leader mondiali nella produzione di distributori automatici – sottolinea il presidente di CONFIDA Massimo Trapletti – stanno scommettendo con decisione sullo sviluppo del mobile payment e del contactless e puntano in particolare sulle app, che permettono di poter dialogare col consumatore, analizzando le sue preferenze con l’obiettivo di migliorarne l’esperienza di acquisto”.

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