Cultura, in crescita la spesa delle famiglie italiane

Presentato ieri a Palazzo Pirelli il Rapporto annuale di Federculture. Il patrimonio artistico e storico fondamentale volano anche per l’economia: solo in Lombardia si muove un giro di affari di 23 di miliardi di euro con più di 340 mila occupati

La cultura non solo patrimonio della collettività, ma anche volano per l’economia. In Lombardia infatti le ricchezze storiche e artistiche generano un volume d’affari di 23 miliardi di euro con oltre 340 mila occupati.

Il quattordicesimo Rapporto annuale di Federculture, associazione che riunisce enti pubblici e privati di tutta Italia, presenta i dati di un’attività che non conosce crisi e rappresenta un canale per sviluppare non solo conoscenze ma anche turismo e business. Sono questi i temi trattati questa mattina nella sala Gonfalone di Palazzo Pirelli nel corso del convegno organizzato dalla Commissione consiliare Cultura e da Federculture sul tema “La cultura – Un patrimonio comune”, con la presenza della vice presidente del Consiglio regionale Francesca Brianza e del presidente della Commissione “Cultura” Curzio Trezzani.

“La recente legge regionale di riordino -ha spiegato Trezzani- va nelle direzione giusta perché rafforza la visione delle cultura come asset strategico proprio per la coesione sociale e lo sviluppo dei territori”:

Tre sono i passi evidenziati dal Rapporto di Federculture: la nozione di impresa culturale e creativa; la riforma dello spettacolo e l’adozione di livelli uniformi di qualità per i musei.

Dallo studio dei dati emerge che, nel 2017, il valore annuale complessivo della spesa in cultura e ricreazione delle famiglie italiane è stato di 71,4 miliardi di euro, pari al 6,7% della spesa familiare complessiva, con una crescita del 2,6% in linea con l’incremento della spesa complessiva per consumi finali. Nell’insieme delle voci che compongono la funzione cultura e ricreazione, quella relativa alla spesa per servizi ricreativi e culturali – la più significativa, quella destinata a teatro, cinema, musei, concerti che incide per il 43% sull’intera funzione di spesa – nel 2017 risulta di poco superiore ai 31 miliardi di euro e aumenta del 3,1%.

Si registrano a livello territoriale differenze tra Nord e Sud del Paese: nelle regioni settentrionali infatti la spesa media mensile in cultura supera i 150 euro mensili, rappresentando il 6,6% del budget familiare, mentre nel Meridione lo stesso dato è inferiore ai 95 euro.  Nello specifico, la spesa media mensile delle famiglie per regione, vede il Tentino Alto Adige come regione in cui si spende di più in cultura: 191 euro e la voce che impegna il 6,3% della spesa delle famiglie mente la Sicilia è quella in cui si spende di meno: 66 euro. La Lombardia con 162,92 euro si posiziona al 4° posto, dietro all’Emilia Romagna (167,17 euro) e alla Toscana (terza con 165,53 euro).

Confrontando i dati dell’Italia con quelli dell’Eurozona, emerge come la spesa in cultura e ricreazione delle famiglie italiane sia al di sotto della media europea e ben lontano dai Paesi più virtuosi: 6,6% sul totale dei consumi finali conto l’8,5% europeo e l’11% della Svezia, al primo posto nella classifica.

 

Raffaele Biglia

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