Conosciamo Munico Than, l’artista dalle sperimentazioni artistiche

Quando abbiamo avuto la fortuna di osservare le opere di Munico Than, il vero nome è Enrico Thanhoffer,  siamo rimasti piacevolmente colpiti dall’originalità della sua tecnica e dai colori vivaci. Nato a Como nel 1965, architetto e artista, consegue nel tempo il Master alla Oikos University di Bologna, dove ha come maestro Enea Manfredini. Il suo curioso percorso creativo passa da 15 anni di lavoro nella Pubblica Amministrazione,  che poi nel 2004 lascia per aprire il suo studio professionale. Dal 2014 è presidente del Circolo Cultura e Arte di Como a cui aderiscono 40 artisti, simposio col quale organizza e cura gli eventi, e ne cura gli aspetti critici. È molto attivo sui social networks, e da anni partecipa a concorsi e fiere d’arte internazionali, numerose le pubblicazioni e i premi. In questi giorni abbiamo avuto la possibilità di entrare in contatto con lui e fargli alcune domande:

Munico Than

-Munico, come è nata in lei la passione per l’arte?

“Fino a 37 anni ero una persona “normale”, seguivo l’arte ma con distacco. Il tentativo di coinvolgermi in una tangente per “sistemare” una pratica è il vero inizio della mia trasformazione. Ovviamente mi ribellai, quindi fui oggetto di mobbing, situazione che mi causò problemi psicologici e una forte depressione, fino a quando trovai in Dio il coraggio di non aver paura. Questo fu il motivo per cui poi decisi di licenziarmi dal pubblico impiego, quando compresi che i miei nemici inconsapevolmente erano in realtà degli “amici”, perché mi avevano aperto gli occhi su un mondo diverso e vero: l’arte”.

-Dalle sue opere si evince un lavoro particolare ce ne può parlare?

“I punti fondamentali della mia opera artistica sono: semplificare la complessità e nascondere le immagini. Alcuni paragonano le mie opere a quelle di Rorschach, ma anche Jean-François Millet,  nascondeva un’immagine, per dare più intensità al quadro. Ma nessuno penserebbe mai di paragonare Jean-François Millet a Rorschach. Anche la mia tecnica è molto particolare, creo nuove immagini al computer, ma non solo. Le mie opere sono poi firmate con il pollice della mia mano destra affondata in una resina, pertanto sono opere uniche”.

-Durante il suo percorso creativo ha avuto modo di conoscere il mondo dell’arte, come vede la situazione attuale e cosa può consigliare ai giovani che vogliono intraprendere questo percorso?

“Spesso la gente mi confida che non capisce l’arte moderna e contemporanea, il problema è che il mondo dell’arte è ricco di speculatori che ingannano il pubblico, e creano solo confusione, perché  pensano solo a gonfiare il proprio portafoglio. Per fortuna oggi abbiamo strumenti nuovi che ci permettono di verificare subito l’originalità di un artista, infatti con Google Immagini si possono trovare le immagini visivamente simili, praticamente è un motore di ricerca per immagini, che ci consente di individuare gli artisti che sanno solo copiare. Ai giovani consiglio di cominciare ad utilizzare il computer per fare arte, con l’arrivo dei monitor Touch screen, presto cambierà il mondo artistico digitale, e la pittura al computer sarà considerata al pari di quella ad olio”.

-Quali sono, se ci sono i suoi prossimi impegni?

“I primi fotografi (che in realtà erano ex pittori) erano anche gli editori che stampavano le proprie cartoline, ora chi si occupa di arte deve essere, a mio giudizio, un piccolo editore sui social networks.  Per cui continuerò a rafforzare il mio gruppo di facebook, “Cultura e Arte di Munico Than” che è composto già da oltre 8.000 persone, e tutte le altre pagine, da Twitter a You Tube, Ai fini pratici invece ho in corso l’organizzazione della 3° edizione della rassegna espositiva del mio Circolo, che coinvolgerà l’Ospedale Sant’Anna di Como, Telethon e BNL”.

Maurizio Piccirillo

 

 

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