Conosciamo l’artista romana Barbara Monti, la pittrice che fa volare l’immaginazione

Una delle caratteristiche che colpisce delle opere di Barbara Monti è che la sua arte non è rinchiusa in canoni predefiniti ma lascia abilmente volare l’immaginazione, riuscendo a trasmettere le varie sfaccettature della sua anima. La sua forza è basata sul colore e sull’utilizzo di varie tecniche e materiali. Una persona, dunque, curiosa che l’ha portata fin da bambina su percorsi creativi e anche a conoscere culture diverse diventando cittadina del mondo.  Nel corso della sua carriera ha esposto in centri d’arte importanti della Capitale ottenendo ottimi riconoscimenti.Nei giorni scorsi abbiamo avuto il piacere di conoscerla e di porle alcune domande:

– Barbara, lei ha girato molto nella sua vita, ci può parlare delle sue esperienze culturali e quanto queste hanno influenzato nella sua carriera artistica.

“I viaggi hanno accompagnato la mia vita fin dall’adolescenza, per me viaggiare significa aprire la mente a nuove realtà, percepire nuove sensazioni ed emozioni e rapportarmi con culture diverse cogliendone gli aspetti positivi e negativi. Come i viaggi mi portano fisicamente in luoghi nuovi che hanno cambiato la mia percezione, così le mie opere vogliono trasportare lo spettatore emotivamente in un altro luogo per un’esperienza simile che è diversa ed unica per ognuno di noi. I colori, i profumi, i dettagli, le sensazioni che mi colpiscono durante un viaggio li riporto sulla tela tramite la stratificazione dei colori”.

Un'opera di Barbara Monti

Un’opera di Barbara Monti

– Lei è autodidatta, nel campo dell’arte ha avuto dei punti di riferimento, e cosa può suggerire a quelle persone che intendono affrontare questo mondo.

“I miei punti di riferimento sono moltissimi, a partire dai maestri della pittura informale e dell’espressionismo astratto come Rothko, Burri, Vedova, Kline, Twombly e molti altri. A coloro che vogliono intraprendere questa strada posso solo consigliare di iniziare studiando i grandi maestri del passato per poter creare qualcosa di nuovo. E’ importante appoggiarsi ad alcune gallerie per iniziare a capire come funziona questo mondo, frequentare le fiere e le mostre e soprattutto non smettere mai di imparare e non pensare mai di essere arrivati al traguardo”.

– Lei che è una cittadina del mondo, cosa pensa dello stato attuale dell’arte a livello globale?

“Penso che oggi la presenza di nuovi canali di vendita online si sta dimostrando uno strumento validissimo per ampliare il pubblico sia sul fronte nazionale che internazionale. Negli ultimi anni si è assistito ad una crescita di testimonianze artistiche di vari tipi di arte come la Street Art, installazioni, performances, arte concettuale, arte digitale, espressioni d’arte urbana che suscitano grande interesse in un pubblico sempre più vasto. Ho notato un maggiore interesse da parte di molti galleristi verso artisti che lavorano in Oriente in particolar modo in Cina ma penso che l’Italia dovrebbe investire di più sulla cultura e l’arte, che costituiscono le nostre maggiori ricchezze. I musei contemporanei italiani dovrebbero occupare un posto più importante nel panorama internazionale e sviluppare le loro collezioni, in quanto è attraverso di esse che si prepara l’avvenire della cultura italiana”.

– Quali saranno le prossime sue sperimentazioni artistiche?

“In questo periodo mi sto dedicando alla pittura materica grazie all’uso di gesso, stucco e altri materiali per dare corpo al quadro concedendo tridimensionalità ai lavori. E’ come se sentissi l’esigenza di “uscire” dalla tela, mantenendo sempre la priorità del colore. Per me dipingere vuol dire divertimento e quando inizio un lavoro non ho mai un progetto ben definito, non so mai dove andrò a parare. L’arte deve essere qualcosa che da gioia a chi la vede, dà un’emozione e io cerco di dare emozione a chi guarda le mie opere”.

Maurizio Piccirillo

 

 

 

 

 

Su