Con gli Alpini allegria e solennità a Milano

Com’é allegra oggi Milano! Vedo vicini, negozianti, persone che incontro ogni giorno con un’espressione inconsueta di gioia, di fierezza, di orgoglio, timido per alcuni, esultante per altri. Tutti cappello verde e la piuma. Alcuni con la bottiglia. Come nelle illustrazioni. La trasmettono questa allegria, che si trasforma in entusiasmo, per cosa? Direi per la vita. Gli alpini ispirano soltanto rispetto, gioia, fiducia. Eccetto che ai cretini che la gioia non sanno cosa sia, quelli che hanno rovinato vetrine e che contestano a prescindere. Quelli che la gioia degli altri la temono, perché è finestra di libertà, come ben sanno i dittatori che la oscurano per dominare. La simpatia che circonda gli alpini indica quanta voglia ci sia di limpidezza, di salute mentale, di armonia, di gruppo buono. E quanto eccezionale sia un evento che susciti e trasmetta tutto ciò, senza inquinamento di similideologie, di spasimo di potere, di voglia di caos.
Per una volta, un corteo che non fa paura: mi fermo con simpatia a farlo passare, un po’ come quando suona la banda e sono contenta di non poter traversare la strada, partecipe di musica e costumi che un po’ mi commuovono e un po’ mi rallegrano.
Anche gli alpini un po’ commuovono e un po’ rallegrano: sono portatori di memorie buone, di solidarietà e coraggiose, di tempi che i più di noi non hanno vissuto, la cui drammaticità è divenuta ricordo di racconti come medaglie d’oro. Molti hanno pulito panchine e parchi: una parte di accoglienza di cui Milano e chi la regge non si vergogna.
Ecco, emozioni semplici, buone, condivise. E speriamo che non piova!

Federica Mormando

Psicoterapeuta e psichiatra

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