Cinghiali, sono troppi i rischi, vertice convocato dal prefetto di Lodi

“La presenza dei cinghiali nei nostri territori rappresenta ormai un problema di sicurezza pubblica: provocano incidenti anche mortali, come dimostra la tragedia nel tratto lodigiano dell’Autosole, danneggiano le colture agricole e sono potenziali veicoli di malattie trasmissibili anche agli animali allevati come ad esempio i suini, che nella nostra provincia rappresentano un patrimonio zootecnico di quasi 400 mila capi”. E’ quanto dichiara Alessandro Rota, presidente della Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza, in occasione del vertice convocato dal prefetto di Lodi Patrizia Palmisani dopo che la scorsa settimana un branco di cinghiali ha attraversato la carreggiata autostradale dell’A1 causando uno schianto che è costato la vita a una persona e il ferimento di altre dieci.

“L’incontro in Prefettura – continua il Presidente Rota –  rappresenta un passaggio importante per definire atti concreti di contrasto a quella che anche nel Lodigiano è ormai una vera e proprio emergenza, dopo che l’anno scorso avevamo invitato i prefetti di Lodi, Milano e Monza ad adottare le misure necessarie per limitare il proliferare dei cinghiali.  Ringrazio il prefetto Patrizia Palmisani per averci invitato al tavolo tecnico: siamo sempre pronti a dare il nostro contributo a favore di agricoltori e cittadini”. Secondo stime Coldiretti su dati regionali sono circa 400 gli incidenti stradali provocati da questi ungulati in Lombardia dal 2013 ad oggi.

“La Regione ha adottato già a giugno scorso una delibera che dà la possibilità agli agricoltori autorizzati di intervenire, ma prima è assolutamente necessario che a livello nazionale si superi la vecchia legge 157 del 1992 che non permette a chi è abilitato di dare il proprio contributo nell’opera di contenimento dei cinghiali – aggiunge il presidente Rota – Nell’attuale contesto di incertezza normativa gli agricoltori si dichiarano comunque ancora una volta disponibili a svolgere il ruolo di sentinelle del territorio, affiancando la Polizia provinciale nell’azione di monitoraggio e controllo di un fenomeno che investe la sicurezza pubblica ”.

Negli ultimi dieci anni – secondo le stime della Coldiretti nazionale – il numero dei cinghiali presenti in Italia è praticamente raddoppiato superando abbondantemente il milione, con una diffusione che ormai si estende dalle campagne alle città. “Oggi parliamo dei cinghiali – conclude il presidente della Coldiretti interprovinciale – ma non dimentichiamo che sul territorio dobbiamo affrontare anche la presenza di altri selvatici che creano problemi e pericoli, come nutrie, caprioli e volatili”.

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