Centro Meteorologico di Linate, per la Commissione regionale “Ambiente e protezione civile” deve rimanere a Milano

Martedì 23 in Consiglio regionale prevista una mozione urgente per chiedere al Governo di mantenerlo a Milano

MILANO – “Stiamo predisponendo una mozione urgente da presentare e discutere già nella prossima seduta del 23 maggio per sollecitare e attivare ogni iniziativa utile a trattenere a Linate il Centro Meteorologico. Un centro di eccellenza che conferma gli elevati standard qualitativi puntualmente evidenziati negli ultimi anni e che la Lombardia non può e non deve assolutamente perdere. Siamo consapevoli che le procedure di trasferimento sono ormai in fase avanzata, ma fino all’ultimo proveremo a mettere in campo ogni azione possibile a livello parlamentare perché la scelta del Ministero della Difesa possa essere riconsiderata”. Lo ha annunciato il vice presidente della Commissione regionale “Ambiente e protezione civile” Lino Fossati (Lista Maroni), al termine della visita di questa mattina al Centro Meteorologico dell’Aeronautica Militare di Linate.
Al sopralluogo hanno preso parte anche i consiglieri regionali Carolina Toia e Antonio Saggese (Lista Maroni), Laura Barzaghi, Agostino Alloni e Fabio Pizzul (PD) e Silvia Fossati (Patto Civico).
Dal 17 giugno 2015 il 1° Centro Meteorologico regionale di Milano Linate, da Comando di Corpo è diventato sezione distaccata del neo costituito Ufficio Meteorologico del Comando delle Operazioni Aeree di Poggio Renatico (FE), in attesa di un su smembramento e ricollocazione, in parte presso lo stesso centro ferrarese, in parte presso l’aeroporto militare di Novara Cameri.
Lo scorso 7 giugno il Consiglio regionale aveva approvato all’unanimità una mozione, di cui era primo firmatario Fabio Pizzul (PD), che chiedeva il mantenimento a Linate del Centro. Per alcuni mesi l’ipotesi del trasferimento era stata accantonata, salvo poi essere nuovamente tornata di attualità in questi ultimi mesi, con la decisione del Ministero della Difesa di procedere al trasloco.
La delegazione regionale è stata accolta oggi dal tenente colonnello Claudio Reina e dal capitano Francesco Sudati: era presente anche il presidente di Arpa Lombardia Bruno Simini. Al termine dell’incontro, la delegazione ha visitato la sala operativa e il vicino Museo dell’Aviazione, assistendo al lancio del pallone sonda per le rilevazioni su cui basare i bollettini aggiornati relativi alle previsioni metereologiche.
La stazione meteorologica milanese è entrata in funzione a seguito dell’inaugurazione dell’aeroporto di Linate avvenuta il 21 ottobre 1937. Al termine della seconda guerra mondiale venne istituito anche il nucleo di osservazioni in quota, che a partire dal 1947 ha iniziato a operare con regolarità.
Originariamente gestita direttamente dal Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare, la stazione è poi passata sotto la gestione dell’Ente Nazionale per l’Assistenza al Volo (ENAV) a partire dalla seconda metà degli anni Ottanta. Nel 2010 è stata poi sostituita da una stazione meteorologica automatica, con schermo termometrico artificiale a 12 piatti, che è stata ricollocata in una nuova ubicazione all’interno dell’area aeroportuale.
Oltre a rilevare i dati 24 ore su 24 su temperatura, precipitazioni, umidità relativa, direzione e velocità del vento, quella di Milano Linate, è anche una delle sei stazioni del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare (su un totale di otto stazioni italiane) in cui vengono effettuate osservazioni in quota grazie ai radiosondaggi, con almeno due lanci di palloni sonda al giorno (a mezzanotte e a mezzogiorno). Nei primi anni erano usati palloni sonda gonfiati ad elio, poi a idrogeno fino al 1993. Da quell’anno in poi sono state introdotte via via radiosonde di ultima generazione, presto migliorate da modelli ancor più funzionali e di dimensioni notevolmente minori rispetto a quelle utilizzate precedentemente.
Fino al 2015 il Centro ha svolto anche funzioni di Ufficio Meteorologico Aeroportuale per varie infrastrutture aeroportuali dell’Italia settentrionale, oltre ad occuparsi di meteorologia alpina.

Nella foto la Commissione in visita alla Sala operativa

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