Campagna contro il fumo, il marketing questa volta a servizio della prevenzione 

Il tabacco causa 80 mila decessi all’anno solo nel nostro Paese. L’iniziativa presente in cento città italiane mira a tutelare il fumatore, considerato non un vizioso ma una vittima delle strategie delle multinazionali

Sono sei i milioni all’anno nel mondo e ben 80 mila in Italia i morti a causa del fumo. Un killer silenzioso, subdolo e letale che ammalia il 20% degli italiani, mentre per rappresentare il restante 80% nasce l’associazione dei Rudy (un neologismo per indicare i non tabagisti).

Giovedì 14 marzo alle ore 11 “Spazio Europa” del Parlamento europeo e della Commissione europea a Roma verrà presentato la campagna contro il fumo dell’associazione “Benessere SenzaFumo ONLUS”, rappresentata dal “Red Papillon”, un papillon rosso divenuto brand dell’associazione dei non fumatori.

In un mondo comandato dal consumismo (“Consumo ergo sum”), l’associazione “Benessere SenzaFumo ONLUS” viene ad essere la prima associazione al mondo di “NonConsumatori”, in realtà molto consumati sia dal fumo passivo che dalle pesanti tasse pagate indirettamente al Servizio Sanitario Nazionale per le tante lunghe cure ai fumatori.

La prima strategia che si seguirà sarà quella di indicare finalmente in maniera positiva gli italiani che fanno la cosa giusta, ovvero i non fumatori mentre i fumatori, i non Rudy, non sono considerati viziosi ma vittime delle strategie di vendita delle multinazionali del tabacco.

È la prima volta che al marketing miliardario pro-fumo non viene data una risposta seguendo i tradizionali criteri accademici del mondo scientifico ma utilizzando le idee e le competenze del marketing e della comunicazione.

Il tabacco oltre a nuocere gravemente alla salute, come si legge sui pacchetti di sigarette, provoca anche danni all’ambiente (cicche e aria inquinata) e costi sanitari per le cure che producono danni finanziari almeno tre volte superiori rispetto agli incassi fiscali sulle vendite.

Tutte le sostanze psicotrope (che modificano lo stato psico-fisico) sono distinte in tre gruppi: il fumo, l’alcol e gli stupefacenti.

Ogni anno in Italia il fumo (legale, si resta lucidi apparentemente) fa appunto oltre 80.000 morti; l’alcol(legale, e non si resta lucidi) più di 20.000; tutti gli stupefacenti (illegali, e non si resta lucidi) meno di 400.
E se l’illegalità è collegata alla pericolosità e ai danni derivanti da un fatto o da una certa situazione, perché 400 morti l’anno sono gravissimi, con leggi e forze dell’ordine costantemente impegnate e con un’altissima riprovazione sociale, mentre per un totale di 100.000 morti ogni anno la sensibilità collettiva è minima?

La mission dell’associazione di non fumatori quindi è di contrastare questa “droga legale” attraverso la vera prevenzione, per restare sani e senza dipendenze, non per fare “prevenzione secondaria”, arrivando cioè quando il tumore ormai è partito, oppure per “limitare i danni”, continuando a ben rifornire il malcapitato cliente.

In base ad un progetto del tutto innovativo (che sarà un vero format itinerante), verrà dunque avviata per la prima volta in Italia una campagna culturale permanente denominata “Rudy=NonSmokers”, che prevede progressive edizioni annuali operando per dodici mesi in tutte le venti regioni italiane.

In 100 gemellate “Città del Benessere” verranno portati sia eventi speciali riservati soltanto ai Rudy Italiani (i “RudyParty”) e sia apposite conferenze (gli “InfoRudy”) dedicate alle scuole secondarie dagli 11 anni in su.

Raffaele Biglia

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