Arriva in libreria il libro di Alessandra Pirri “Il tatuatore di anime” che racconta come solo il bene può salvare dal baratro

Un romanzo intenso e coinvolgente. Una tematica inquietante, che si innesta sullo scavo interiore di un vissuto che, attraverso il ricordo, dalla semplice memoria si radica nella profondità dell’essere e della psiche

Solo l’amore può guarire. Si tratta de “Il tatuatore di anime”, il nuovo romanzo della giornalista e scrittrice Alessandra Pirri, tra pochi giorni in libreria. L’analisi di una fase della modernità che cancella la fiducia, la compassione, la pietà, e invece assiste a un gorgo di smarrimenti e stordimenti, dove uomini e donne si scoprono immersi tra il vuoto esterno e lo svuotamento interiore, ciò che rende fragili e facili a diventare preda di individui subdoli e perversi. Il romanzo veicola un forte messaggio etico e sociale. Viviamo in una società “liquida”, nella quale abbiamo perduto stabili punti di riferimento. E ciò scava un vuoto profondo nell’anima, ci fa sentire soli e smarriti.

Protagonista del romanzo, Elisabetta. Una giovane e brillante avvocato che sogna di “assestare” il mondo. Lei, donna lucida e razionale, dopo l’abbandono del marito, finisce tra le grinfie di un babalawo, il padrino di una setta satanica cubana. “La vita si era fermata in un baratro senza fine che non mi faceva vedere la luce”. Elemento focale del racconto, l’acuto conflitto tra angoscia di morte e ansia di vita. Il problema è “scegliere”: staccarsi o precipitare scegliendo la morte. Ciò che ci imbestia o scegliere la vita, la “chiarità” solare che apre la porta alla felicità. “Non dovremmo mai negare a noi stessi la possibilità di essere felici”. Dopo due anni di sofferenza e dolore, la donna riuscirà a uscirne grazie all’incontro con un uomo straordinario, dotato di un “dono” speciale. Un uomo pieno d’amore, anche se ancora non lo sa pienamente nemmeno lui quanto lui stesso sia straordinario. Ed Elisabetta, grazie a lui, sceglierà la vita, consapevole che il senso dell’esistenza non si lascia decifrare dalla lente di ingrandimento della ragione, ma rimane avvolto in un alone di mistero che dà un tocco magico alla realtà. D’altra parte, come viene detto nella conclusione, affidata al coprotagonista del romanzo: “Esiste qualcosa che non si vede. Ma c’è. È lì. Impalpabile, sottilissima, muta. Molti non lo sanno”. “Però c’è – aggiunge -. Il nostro spirito, è tatuato dal ricordo. Dall’amore. Dalla speranza”.

Perché la vita è come un tunnel. Un tunnel che può essere luce, o un tunnel che può portare, dal buio di un’esistenza vissuta male, al buio della morte. Sta a noi decidere. E, quando tutto sembra condurre a scelte folli e alienanti, a volte la vita stessa ti porta inaspettatamente davanti il sole dell’amore. Anche se spesso, prima di capirlo, bisogna superare i propri tabù e le proprie convinzioni. “Perché vivere significa osare”.

Angelo Gallizzi

 

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