Amare gli altri non significa ridursi a statuine

A seguire l’idiozia di certi provvedimenti, ci ridurremo a statue, in attesa di qualcuno, forse extraterrestre, portatore del bacio rivelatore. Profetiche le fiabe.

Riassumo: un asilo toglie la festa della mamma per non offendere le coppie gay. Alcuni levano Crocefisso e presepio per non offendere gli stranieri. Americani, inglesi, cinesi, giapponesi…? No, lascio indovinare quali. Le parole proibite non sono poche, evito di elencarle, le si trova anche in Internet. Complice la dimenticanza della nostra bella religione, che dice di amare gli altri come e non più di noi stessi, ecco la dimenticanza della democrazia, che prevede(va) la libertà di parola. Resta quella di pensiero, purché impassibilmente occultata. Fino a che resterà il pensiero, e con esso la logica, che non è innata, che va insegnata. Che era insegnata. Nell’onda, chi ha gambe non si muova per non offendere chi non le ha, chi ha da mangiare non mangi per non offendere chi non mangia. Chi pensa, non pensi per non offendere chi non lo fa. E via dicendo, fino ad essere tutti paralizzati, eccetto alcune minoranze, alla faccia della democrazia, “La peggior forma di governo esistente – diceva Churchill – aggiungendo che non ne aveva mai conosciuta una migliore”.

Come ripartire da zero, spiegando all’asilo non soltanto che una madre c’è sempre (a quando la giornata della  madre ignota-celata?), spiegando che per coerenza bisogna togliere la festa della mamma a chi ne è orfano, del papà ai figli di due madri (a quando la giornata del padre celato?), per non parlare dei nonni? E come spiegare che rispetto non vuol dire annientare chi non è d’accordo col gettonato di turno, ma permettere che ognuno viva la sua vita anche se diversa da quella di chi gli sta intorno, purchè non gli nuoccia. E se nuoce? Beh, allora bisogna combattere affinché non nuoccia. Il che non vuol dire annientare, e se vuol dire questo, ciò significa soltanto che l’umanità non cambia. Peraltro, a quanto dice il Q.I., l’intelligenza spiccata non è dono della maggioranza. Per non parlare del pensiero creativo.

Federica Mormando

psicoterapeuta e psichiatra

 

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