A Pasqua arriva anche la “cuddura”, dolce antico dal sapore delizioso

Ciambella fatta con farina e uova sode, si cucina ancora oggi come nel passato, specie nelle regioni dell'Italia meridionale

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cadduraPasqua. Anche tempo di dolci. E tra le tante leccornie a deliziare le tavole degli italiani, non può mancare la “cuddura”. Ciambella intrecciata diffusa in particolare in Sicilia ma anche in tutto il resto dell’Italia meridionale, può essere sia dolce che salata. La sua base è costituita da farina, acqua, lievito e sale. L’impasto lievitato viene condito in più modi. E può essere mangiata calda o fredda.
La sua origine è antica. Legata all’uso dell’uovo durante i riti pasquali e tramandata dalla tradizione contadina, considerata per molto tempo il dolce pasquale dei poveri, ma poi rivalutata per la sua facile realizzazione e per le possibili varianti realizzabili, ha spesso inserite nel centro proprio delle uova sode. La tradizione della cuddura, infatti, dolce povero, porta con sè il simbolo della resurrezione. La nascita, nello specifico la rinascita, vista nell’uovo.caddura4

caddura5Queste ciambelle venivano fatte per l’appunto dai contadini, che usavano la pasta del pane per realizzarle e le uova sode, una delle poche cose che non mancava mai. Anticamente veniva impastata la sera facendola lievitare per tutta la notte coperta da uno strofinaccio. E al mattino, dopo aver portato il forno a legna alla temperatura adeguata, veniva infornata. La sua tradizionale forma a ciambella serviva anticamente ai pastori o ai viandanti per infilarla nel bastone o nel braccio e portarla comodamente con loro nei loro lunghi spostamenti. Sempre nella tradizione vi era l’uso di una forma piuttosto che un’altra in base alla persona che doveva riceverla. La classica era quella circolare da cui prende appunto il nome “a cuddura”, dal greco kulloura che significa “corona”. Vi era poi quella che la fidanzata preparava per l’amato, a forma di cuore, a forma di campana per sottolineare la festa della resurrezione, a forma di cesto per augurare abbondanza, e così via. E più uova c’erano, più era importante la persona a cui andava regalata.caddura6

E per buon augurio di fertilità, le uova andavano colorate di rosso facendole bollire in un decotto di  una radice che gli dava la colorazione rossa. Col tempo la tradizionale kolloura greca non sparì, ma la sua funzione e il suo significato mutarono secondo le tradizioni cristiane. Se la Quaresima imponeva infatti di non cibarsi di uova e carne, questi alimenti potevano essere successivamente consumati durante la settimana santa. L’utilizzo delle uova durante quel periodo si accresceva, quindi, soprattutto nei dolci, assumendo al contempo un significato particolarmente cristiano: l’uovo simboleggia la vita e la nascita, associata qui alla rinascita, alla resurrezione di Gesù. Da qui, la loro introduzione nella “cuddura”. E se in un remoto passato essa veniva preparata per essere offerta agli dei, in tempi più vicini a noi le cose sono cambiate parecchio: la cuddura veniva, e viene preparata ancor oggi in alcune piccole province, per essere donata ai fidanzati; non è perciò insolito vederne alcune a forma di cuore, sebbene molte siano le sagome con cui viene modellata la pasta.

E oggi? Oggi la tradizione continua. A dispetto del modernismo. Perché, in fondo, ciò che è stato non si perde mai. Soprattutto in un periodo di festa come quello pasquale.

Alessandra Pirri

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