A Inveruno tutto pronto per l’Antica Fiera di San Martino

Un evento imponente che da oltre 4 secoli si ripete, con straordinaria puntualità, nelle terre fertili e floride della Lombardia

Equini, bovini e ovini. E molto altro. È la tradizionale Fiera di San Martino di Inveruno, arrivata quest’anno alla sua 410° edizione. I prossimi 11, 12 e 13 novembre, va quindi in scena, in piena Pianura Padana, la mostra agro-alimentare con le sue attrezzature tecniche e professionali per l’agricoltura e l’artigianato, l’industria e il commercio. E poi ancora, rassegne zootecniche “Custodi di Biodiversità”, rassegne di animali a limitata diffusione e a rischio estinzione. Convegni e seminari sui temi dell’agricoltura sostenibile. Mostra mercato dei prodotti biologici, filiera corta, eccellenze gastronomiche locali, esposizione mercato coniglicoltura, stabulazioni zootecniche con bovini da carne, equini, caprini, asini e animali ornamentali, manifestazioni equestri e stand prodotti dal Consorzio Produttori Agricoli del Parco del Ticino e stand espositivi “Campagna Amica” a cura della Coldiretti.

Inveruno

“Nel luogo di Inveruno si fa fiera il giorno di San Martino di ogni sorta di merci e robba cibaria ogni anno”, recitava un documento oggi conservato presso l’Archivio di Stato di Milano e datato il 23/05/1680. E l’antica Fiera di Inveruno, manifestazione regionale che si svolge dal 1607, costituisce un punto di riferimento importante per la divulgazione di quegli aspetti innovativi di cui è composto il progresso del settore zootecnico, soprattutto in termini di selezione del bestiame e di miglioramento dei sistemi di allevamento. Ma le origini del Comune risalgono all’epoca precedente al dominio romano, instauratosi intorno al II secolo a.C. di cui rimangono tracce significative, grazie al recente rinvenimento di una necropoli di notevoli dimensioni risalente all’età imperiale. Reperti archeologici, risalenti al 7° secolo d.C. e conservati presso il Museo Civico di Legnano, testimoniano che a Inveruno vissero anche popolazioni longobarde. E la Fiera era qui sicuramente un evento importantissimo, poiché rappresentava il modo più diretto per la valorizzazione di un territorio ricco e prospero.

Nella tradizione, san Martino è il protettore del vino. Perché Martino era un ubriacone. Una sera d’inverno, faceva molto freddo e l’uomo era stato in una cantina e si era ubriacato. In quei giorni, la moglie era incinta e stava per partorire. Mentre lui tornava a casa, gli venne uno scrupolo nell’anima. Disse fra sé e sé: “Ora torno a casa ma non voglio dormire accanto a quella poveretta, così infreddolito come sono”. E così fece. Entrò giù nella sua cantina e si accovacciò in una nicchia scavata dentro il muro proprio dietro una grande botte. Ma la stessa notte, a causa del freddo, morì. Quando la sua anima giunse davanti a Dio, il Signore vedendo che lui era morto per non fare del male alla moglie, lo fece santo. E da quel giorno cominciò ad accadere un fatto miracoloso: da quella grande botte che la donna teneva in cantina, più vino la moglie ormai vedova cacciava e più ne ritrovava! La notizia si sparse, venne il prete e la gente dal paese per vedere quel miracolo. Il prete, volendo accertarsi cosa stesse accadendo, osservò bene la botte sotto e sopra, davanti e dietro. Vide il corpo del santo dentro la nicchia e vide che dalla sua bocca era spuntata una vite e questa vite era entrata dentro la botte. Guardarono dentro la botte e videro che questa vite aveva l’uva che diventava vino da sola. Allora dissero: “Solo un santo può fare un miracolo come questo!”. E vi costruirono una chiesa. Ecco perché San Martino è il patrono del vino.

E la Fiera di San Martino celebra il Bacco cristiano e molto altro. Oltre quattro secoli di agricoltura lombarda, messi in bella mostra in una manifestazione ancora attualissima e bellissima. La Fiera è sempre stata iscritta nel calendario della Camera di Commercio, e dal 1992 è stata attribuita la qualifica di Fiera Provinciale.

 

Alessandra Pirri

 

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