1968-2018: la ristampa del libro di Leonardo Marino, “Così uccidemmo il commissario Calabresi”

Quest’anno ricorrono i 50 anni del Sessantotto, l’anno delle rivoluzioni e del terrorismo.
Il commissario Luigi Calabresi fu una delle vittime più illustri (e tristemente dileggiate) dell’attacco portato al cuore delle istituzioni. Nell’anniversario di quella svolta portatrice di novità, ma anche di un odio tumultuoso, torna in libreria il memoriale di Leonardo Marino, che fece parte del commando responsabile dell’omicidio Calabresi in via Cherubini a Milano, il 17 maggio 1972.

La prima edizione del libro di memorie di Leonardo Marino venne pubblicata dalle Edizioni Ares nel 1992 con il titolo La verità di piombo. Il testo, immutato perché la verità non muta, con la prefazione dell’avv. Gianfranco Maris. difensore di Marino, e la toccante testimonianza di Enzo Tortora, è stato in seguito integrato con un capitolo di 66 pagine, in cui l’autore ricostruiva gli avvenimenti giudiziari fino all’ottavo e definitivo processo, rispondendo alla formidabile campagna di aggressione a mezzo stampa di cui era stato oggetto.
Il lettore scoprirà la grazia di un pentimento anche religioso, il ruolo determinante dei cosiddetti «grandi intellettuali» nello spingere alla rovina tanti ingenui giovani rivoluzionari, la figura di un martire, Luigi Calabresi, e le parole di perdono di Gemma, la moglie del commissario, che ha scritto la postfazione di questo fondamentale libro di storia.
Leonardo Marino (1946) è stato un attivista italiano, appartenente a Lotta Continua, movimento della sinistra extraparlamentare nei primi anni Settanta. Fu condannato per aver partecipato nel 1972, come autista, al commando responsabile dell’omicidio del commissario Luigi Calabresi. I riscontri sulla sua confessione hanno consentito alla Magistratura di stabilire la verità sul delitto.

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