11 ottobre: anniversario della fondazione della Legione Lombarda voluta da Napoleone

Nel 1796 a Milano nasceva l'unità militare della Repubblica Cisalpina, primo reparto ad adottare il Tricolore

MILANO – Era l’11 ottobre 1796 quando, a Milano, per espresso ordine di Napoleone Bonaparte fu costituita la Legione Lombarda, unità militare della Repubblica Cisalpina, in cui militarono anche gli intellettuali del calibro di Ugo Foscolo e Vincenzo Cuoco, con il compito di contribuire alla conquista ed a un tentativo, in seguito non riuscito, di unificare l’Italia sotto l’egida Napoleonica. Il Reparto, composto da oltre 3.700 uomini, si distinse ad Arcole e, contro i pontifici, sulle rive del fiume Senio ed era costituito da 7 coorti provenienti da personale arruolato in tutte le principali città lombarde dell’epoca, Milano, Cremona, Casalmaggiore, Lodi, Pavia e Como; successivamente la Legione si arricchì di una nuova coorte composta di esuli e patrioti provenienti da altre parti della penisola. Con la fine della Repubblica Cisalpina, nel 1799, si sciolse anche quest’unità, che per l’epoca era davvero un reparto sui generis, volontario e d’élite.

La cosa più importante però, soprattutto ai nostri giorni, a poco tempo dalle commemorazioni per il 150° anniversario dell’unità d’Italia e nell’anno del centenario della 1^ Guerra Mondiale, è che questo reparto fu la prima unità militare ad utilizzare come vessillo il tricolore italiano, consegnato in  piazza Duomo il successivo 6 novembre, in occasione di una solenne cerimonia ove vennero citati “i colori nazionali” che vennero “adottati” e che furono “il verde il bianco ed il rosso”.

La nascita del tricolore, la sua origine e l’attribuzione di un significato a ciascun colore sono stati e saranno sempre oggetto di profonda discussione tra storici e archivisti più o meno ideologizzati. La versione più coerente e corretta, però, a parer nostro, è che gli italiani dell’epoca non avessero ancora- per ovvie ragioni – un’identità ed un’idea nazionale, ad eccezione di qualche ideologo e patriota pre-risorgimentale. Molto verosimilmente il vessillo tricolore fu differenziato in parte da quello francese per conferire autonomia simbolica alla Legione, cercando di infonderle spirito di corpo e di appartenenza in quanto reparto militare, e per differenziarla dalle truppe regolari francesi, con cui il reparto combatteva fianco a fianco. Non è escluso, infatti, che – vuoi per ignoranza, vuoi per carenza di stoffa verde – su molti bastioni, torri civiche e paesi conquistati o occupati dalla Legione Lombarda sventolasse comunque il tricolore rivoluzionario francese.

All’unità si deve senz’altro l’adozione di una coccarda dal colore biancorossoverde che veniva portata sul copricapo dei soldati e che ancora oggi, da un punto di vista faleristico ed uniformologico, riveste una certa importanza; non a caso, sulle feluche e i chepì delle uniformi storiche di moltissimi reparti italiani impiegati tuttora ai giorni nostri, la coccarda tricolore è visibile sotto i fregi metallici e di stoffa che distinguono l’Arma o il Corpo di appartenenza. E sono passati 218 anni….

Domenico Martinelli

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